venerdì, novembre 24, 2017
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Tutti i momenti in cui mi sono sentito bene

Tutti i momenti in cui mi sono sentito bene ho chiuso gli occhi e ho fatto un bel respiro. Uno di quelli che si fanno nei piccoli momenti della quotidianità quando tutto sembra andare per il verso giusto. Uno di quei momenti è stato un dicembre del 2015. Ero al cinema e stavo guardando Star Wars: Il risveglio della Forza. Accano a me c’era… Bè accanto a me c’era una persona che mi sta particolarmente a cuore: Me stesso. Entrambi avevamo deciso quasi all’ultimo momento di guardare quel film. Star Wars è una storia universale, una versione moderna della mitologia. L’eroe è qualcuno che un po’ ti somiglia, o ancora meglio, l’eroe è qualcuno di cui ci si innamora.

Quell’anno le cose non andavano per il verso giusto. Facevo un tirocinio non pagato in un’azienda che da lì a poco mi avrebbe chiuso le porte in faccia perché durante la crisi, tutti possono nascondersi dietro al dito del “non abbiamo soldi per assumerti”. Ero stanco. Lo ero già allora. Dopo essere andato al lavoro scesi una fermata della metropolitana successiva e andai verso il cinema. Senza parlare. Nemmeno Me stesso, che stava accanto a me, durante il tragitto aveva spiccicato una parola di bocca.

Il film era uscito da qualche giorno ma stranamente nella grossa sala non c’era tanta gente. Meglio così pensammo io e Me stesso. Fin dai primi istanti in cui il film partì sentì gradualmente una forte attrazione. È come se fossi entrato nel circuito narrativo. Ero uno di loro. Alla fine della proiezione, nei titoli di coda, quando Rey arriva alla montagna e lo schermo si fa nero, chiusi gli occhi e mi sentì bene. Feci un bel respiro e tutti i problemi che a quel tempo credevo di avere, volarono via in quella vallata verde dove viveva Luke Skywalker. Mi accorsi che in fondo ero fortunato. Fortunato di essere lì in quel momento. Fortunato che almeno accanto a me ci fosse Me Stesso, che non mi trovassi in un deserto a fare la fame, che avessi in tasca un cellulare, che di lì a poco fossi andato a mangiare una pizza grassa e squisita, che potessi camminare e potessi respirare.

Ritornato a casa io e Me stesso andammo a letto. Guardai prima un po’ YouTube, e pensai a un’idea che in qualche anno avrebbe cambiato la mia vita.

Mi accorsi che in fondo ero fortunato

Poi chiusi gli occhi e sognai. Mi trovato nella scena in cui Han Solo viene ucciso da Ben Solo/Kylo Ren. Dall’altra parte della Base Starkiller stavano nascosti Rey, Finn e Chewbecca. Han Solo si avvicina a Ben Solo/Kylo Ren.

Han Solo: Snoke ti sta usando per il tuo potere. Quando avrà ottenuto ciò che vuole ti schiaccerà! Sai che è vero.

Ben Solo/Kylo Ren: È tardi.

Han Solo: No, non lo è. Parti con me, vieni a casa. Ci manchi.

Ben Solo/Kylo Ren: Mi sento dilaniato. Voglio liberarmi da questa pena. Io so ciò che devo fare, ma non so se ho la forza di farlo. Mi aiuterai?

Han Solo: Sì, in qualunque modo.

Allora ricordandomi del film, prima che Kylo Ren possa trafiggerlo usando la spada laser, con un salto alla Dragon Ball volo verso di lui e lo colpisco con un calcio mortale. Avevo scoperto l’eroe dentro di me. Kylo Ren guarda il padre l’ultima volta e dopo aver detto “grazie” esala l’ultimo respiro.

Tutti sono scioccati. Han Solo è sotto schock. Nessuno si sarebbe aspettato che un anonimo, invisibile personaggio potesse fare un cosa del genere, e proprio nel momento importante in cui Han Solo era riuscito a risolvere la questione in modo democratico e civile. Ragion per cui Han Solo, Rey e Chewbe a differenza di quanto accade nel film, si scagliano infuriati contro me. Pure il Primo Ordine al completo mi è avverso. Il bene e il male dell’universo di Star Wars uniti per sconfiggermi!

Io: No ma volevo aiutarvi! Voi non sapete ma lui stava…

Han Solo: La pagherai per questo!

Rey: Proprio adesso che la democrazia e la non-violenza stavano per trionfare!

Io: ma io, io, io… Lo avevo visto nel film!

Nell’istante in cui mi stavano per farmi fuori mi sveglio di soprassalto.

L’altro Me stesso dormiva tranquillamente. Bevo un po’ d’acqua, mi giro dall’altra parte e mi addormento di nuovo. Il giorno dopo racconto a Me stesso il sogno. Arriviamo alla conclusione che cambiare il corso degli eventi può essere pericoloso e che bisogna assumersi la responsabilità di quello che si fa.

Il quel momento decisi che quella start up non aveva nessun diritto di tenermi nel team senza uno stipendio. E quando il capo mi propose di restare dopo il tirocinio, pur sapendo a cosa stessi andando incontro, feci la mia scelta coraggiosa e risposi di no. Alla fine le porte in faccia l’azienda me le chiuse, ma lo fece, in un certo senso, a modo mio.

Nello spazio nessuno può sentirti urlare • Racconto Fantasy

*La foto preview è uno screenshot modificato tratto da Star Wars: Il risveglio della Forza, tutti i diritti sono della Lucasfilm

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