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“Siamo stati capaci di reagire alla stagione dei tagli”

Leonardo 24 agosto 2013 NOTIZIE DAL POLO Commenti disabilitati su “Siamo stati capaci di reagire alla stagione dei tagli”

Il prof. Fioravanati presidente del PIN risponde all’articolo di questa mattina del Tirreno che parlava di “declino” della sede pratese, dovuto alla progressiva diminuzione dei corsi di laurea presenti.

Di seguito il testo della lettera inviata dal prof. Fioravanti al direttore del quotidiano.

Gentile direttore,

leggo sulla odierna edizione locale del vostro quotidiano un articolo concernente il polo universitario pratese. Rispetto a quanto pubblicato, ritengo utili alcune mie precisazioni, come presidente del Pin, e nell’interesse degli studenti che proprio in questo periodo stanno compiendo scelte importanti. La premessa generale da cui muovo è che la salute di un polo universitario non si misura con il parametro del numero dei corsi di laurea attivi, ma dalla qualità dell’offerta didattica, e più in generale dalla presenza del polo nella società circostante, anche attraverso la ricerca e la formazione, che nel tempo si sono sviluppate a Prato al di là di ogni più rosea previsione.

In questi ultimi anni più di 300 aziende si sono rivolte a noi per costruire insieme progetti di ricerca e di innovazione. Noi abbiamo risposto con i nostri laboratori, frutto della storica presenza a Prato di Facoltà come Ingegneria, Economia e Scienze Politiche, che quindi continuano, anche in questa forma, ad essere presenti e ben vive a Prato.

Ma anche rimanendo sul piano della tradizionale didattica universitaria, riteniamo debba essere messo in rilievo maggiore il recupero del Master europeo in Scienze del lavoro, su cui si concentrerà l’impegno della Facoltà di Scienze Politiche; e l’accordo raggiunto con la Facoltà di Economia, che trasforma il Corso di Laurea pratese in indirizzo delle Scienze Aziendali, e che prevede a partire dal prossimo anno una presenza notevole di studenti nella sede di Prato.

Come il vostro articolo documenta, rimangono poi fermi i due nuclei di Lettere e Medicina, per i quali si è confermato il proficuo rapporto di collaborazione rispettivamente con il Comune e con l’Asl pratese. Dunque, perché parlare di “declino”? Perché non mettere in rilievo la capacità di reagire alla stagione dei “tagli” che si è indubbiamente avuto a Prato, anche inventando strade nuove?

Maurizio Fioravanti

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