martedì, aprile 7, 2020
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Se Berlino venisse attaccata, terrore fantasy

Giuseppe Govinda 20 novembre 2015 Discovering Berlin, L'isola di Govinda Commenti disabilitati su Se Berlino venisse attaccata, terrore fantasy

Ho iniziato a pensare cosa potrebbe accadere se Berlino venisse attaccata.

Sono nella mia stanza a cazzeggiare davanti al computer. Cerco informazioni sul mio canale youtube. Per sbaglio clicco sulle News di Google e leggo qualcosa di sconvolgente. “Attentato terroristico a Berlino“, così i titoli dei giornali di tutto il mondo annunciano sul web. Sono incredulo ma non troppo perché sapevo che prima o poi sarebbe successo anche qui. Non mi faccio intimidere dalle bombe che sento in lontananza ed esco a fare due passi. La situazione sembra allarmante. Gente che scappa qua e là. “Hey che succede, dove vai?” Chiedo a un ragazzo biondo e alto “faccio jogging” mi risponde, “e io che credevo che fossi terrorizzato dagli islamisti”.. “Ohh nein i terroristiiii!!! Noooooo” e il ragazzo accelera passando dalla semplice corsetta al record di velocità nei 100 metri, ma un camion guidato da un uomo obeso che indossa la maglia della nazionale polacca, lo mette sotto all’incrocio.

Vado verso Alexanderplatz e vedo una navicella spaziale con la scritta in arabo che sta distruggendo con un laggio laser la torre della televisione. Il delirio! A un certo punto incontro Tom Cruise. Lo fermo “aspetta ma tu sei Tom…!” e lui mi fa “dobbiamo salvare Berlino!”. Mi prende per la mano e corriamo tutti sudati, belli con in sottofondo la musica di baywatch, su per la unter den Linden arrivando a Brandenburger Tor. Lì un branco di zombie musulmani in stile The Walking Dead sta inseguendo un piccolo gruppo di boy-scout ebrei che erano venuti in citta per celebrare le vittime del nazismo. “Tom non li aiuti?”, Tom è al telefono con i suoi amici di Scientology da cui stiamo andando per salvare Berlino e il mondo.

Rubiamo il furgone dei boy-scout violentemente mangiati dagli zombie, e corriamo verso Potsdamer Platz. La strada incomincia a spaccarsi in due a causa di un forte terremoto. “Cavolo, stai attento al grattacielo che ci cade addosso!”, Tom ha i riflessi pronti e ci salviamo miracolosamente.

Il veicolo è però quasi distrutto ed entriamo nella metropolitana che in quel momento sembra il mezzo più veloce e adatto alla situazione. Scendendo le scale vedo una scena strana. Una ragazza si avvicina quatta quatta a un gruppo di jihadisti intenti a fare merdena con dei falafel. La donna ruba i falafel dalle mani sporche di sangue degli islamisti e corre via. La riconosco! È l’ex fidanzata del mio amico Franz! Non sono sorpreso dal suo gesto, sapevo che è fissata con il cibo, che mangia come un maiale e che, a causa di un disturbo della personalità soffre di una grave forma di bulimia nervosa, che la porta ad esprimere la propria emancipazione da una società a parer suo “maschilista” attraverso il vomito (in verità c’è un’altra spiegazione, lei vomita perchè dopo averlo fatto, ingorda com’è, può mangiare di nuovo non assimilando nulla e quindi non ingrassando). Guarda un po’! I barbuti la inseguono, la acchiappano, iniziano a violentarla e gridando Allah è grande dicono che per punizione le taglieranno il clitoride. Lei in lacrime “aiuto aiuto fermatevi!!”. Tom istintivamente vuole salvarla ma lo fermo, guardandolo negli occhi gli dico “aspetta, vado io”, con una voce calda e decisa che gli fa venire la pelle d’oca. Lei mi vede “G. Aiutami ti prego…”. Sapevo il male che aveva fatto a Franz, “ehmm, datemi le forbici che glielo taglio io il clitoride con le mie stesse mani!!!!”, esclamo con sentimento vendicativo in stile Kill Bill. Gli islamisti non gradiscono “devi essere musulmano anche tu…”. Poi mi allontanano e le tagliano prima la mano destra e poi anche il clitoride. La buttano sui binari e il treno la travolge. Sentiamo un rumore demoniaco, come quando nei film un mostro viene ucciso; in Silent Hill accade sempre nel momento in cui Harry Mason uccide il boss finale del videogioco. Sarà lei? I jihadisti sparano al macchinista e scappano cantando Bella Ciao.

Prendiamo la metro, ed è Tom stesso a guidare il treno. Fino a mille all’ora, con una velocità che non era mai stata registrata nella metro di Berlino raggiungiamo la fermata di Scientology, ovvero il quartier generale segreto che conoscono solo i vip. Nel frattempo mi accorgo che la voce della metropolitana, quella che annuncia le fermate non è più in tedesco ma in arabo e mi chiedo come abbiano fatto a organizzare tutto così bene.

Usciti dalla metro incontriamo un gruppo di hipster barbuti che legge ad alta voce il libro di Hemingway Festa Mobile tra cui il passo che fa: «Avevo già imparato a non vuotare mai il pozzo della mia fantasia, ma a fermarmi sempre quando c’era ancora qualcosa, là in fondo, e a lasciare che tornasse a riempirsi durante la notte con l’acqua delle sorgenti che lo alimentavano». Appena finiscono il pezzo arrivano dei manifestanti di Pegida che attaccano “non è così che riuscitere a salvare la nostra gente! Bisogna combattere!” E i due gruppi iniziano un’accesa discussione che finisce quando un kamikaze musulmano, disgustato, li fa esplodere. Corriamo via.

Io e Tom siamo davanti al cancello del quartier generale di Scientology dove alcuni tra i più grandi scienziati del mondo stanno per programmare l’attaco finale contro l’isis. La città deve essere evacuata. “Tom non posso, non ce la faccio e non voglio. Preferisco restare qui, non m’importa se ci sono i taglia gole. Vai tu. Forse un giorno ci rivedremo”. E cammino via, circondato da una Berlino in fiamme, il sole basso all’orizzonte, navicelle spaziali musulmane e la canzone Instant Karma di John Lennon come colonna sonora finale.

Berlinattacka blog diario dell'isola

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