martedì, novembre 12, 2019
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Ritorno al Fut…ehm…in Italia

Leonardo 5 ottobre 2011 Compresse Commenti disabilitati su Ritorno al Fut…ehm…in Italia

Dopo circa 5 mesi di lavoro in Cina mi appresto (tra circa un mese) al ritorno in Italia e già pregusto il piacere delle vecchie abitudini. Che poi non so se sia un piacere, diciamo trattasi di curiosità nel riprendere a fare certe cose (mangiare, bere, uscire la sera, passeggiare in campagna, ecc…)  nel modo in cui le ho fatte per quasi tutta la mia vita. E si che sarò stato qua solo 6 mesi…

Tra queste vi è senz’altro un diverso uso di internet. Come noto, e come ho scritto qualche giorno fa, l’accessibilità a certi siti web da server cinesi è alquanto limitata, anzi negata. Alcuni dei siti bloccati hanno in genere un corrispondente locale, controllato da chi di dovere. Ecco allora che facebook ha renren, youtube ha youku, e via dicendo. Certo un sito cinese del premio Nobel sarà difficile, ma dal momento che il governo cinese nominerà il nuovo Dalai Lama, mi posso aspettare che nomini anche il futuro Premio Nobel. Una soluzione a questi blocchi c’è: il VPN. Una sigla che uno straniero impara a conoscere (se non la conosce già) dal secondo giorno in Cina (il primo si impara a dire ciao e grazie). Navigare in internet collegandosi ad un server non cinese (o almeno mi pare di aver capito così via). Quando ho capito cos’era ho realizzato che lo usavo da anni per accedere alle banche date elettroniche delle università, prima UNIFI poi Sant’Anna. Il problema è che la navigazione è assai più lenta e limita un po’ le funzionalità. Le mie modalità interattive su facebook sono quelle che potrebbe avere mia mamma ma, soprattutto, non riesco a caricare i video su youtube. Ci sarebbe una serie di altri problemi di negato accesso e limitazioni ma lasciamo perdere. Il punto è che, a un mese di distanza dal rientro, comincio a pensare al fatto che tutti questi problemi svaniranno. E mi immagino come sarà bello navigare in piena libertà e leggere tutto quello che voglio e che il web mette a disposizione.

Se non fosse per quel paio di notizie che mi sono arrivate.

La prima, tutto sommato di scarso impatto direi, è stata la sospensione di Nonciclopedia per protesta contro la querela di Vasco Rossi per i contenuti diffamatori che la pagina su di lui conteneva. Velo pietoso su Vasco che, come dice l’amica Marghe, “andava soppresso dopo la cover di Creep”. Altrettanto valido quanto riportato dal facebook friend Nico (come detto, ho funzionalità limitata e non riesco a recuperare la citazione esatta) “i Metallica hanno fatto chiudere Napster e non se lì è cagati più nessuno, Vasco ha fatto chiudere Nonciclopedia e speriamo non se lo caghi più nessuno. Ora ci manca solo una cagata da parte di Ligabue e siamo a posto”. Comunque sembra che tutto sia finito per il meglio: Nonciclopedia ha chiesto scusa e riaperto e Vasco ha ritirato la querela (ma qualche graffio all’immagine se l’è fatto).

La seconda: Wikipedia è ferma per protesta contro il comma 29 del DDL intercettazioni. Qualsiasi pagina di Wikipedia Italia ricercata apre solo un comunicato (in 6 lingue) del sito che riporta come, se approvata, secondo questa legge

“…l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine…”

“…Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato…”

Ecco questo mi scoccia assai! Ma come? Rientro in Italia tutto contento di avere accesso illimitato a qualsiasi contenuto web e mi ritrovo con Wikipedia chiuso? Certo Wikipedia non è “la Bibbia” (le virgolette non sono casuali) ma fa un servizio notevole. Uno potrebbe obiettare che nessuno vieta a Wikipedia di stare online lo stesso, ma a che prezzo? A quello di non trattare certi argomenti perché potrebbero essere oggetto di rettifiche (e rischio querela) che verranno pubblicate su indicazioni del querelante senza verifica della loro veridicità o alcun commento?

La cosa comica è che in Cina si accede a Wikipedia in qualsiasi lingua (cinese incluso). Ehm..a parte qualche limitazione su pagine sensibili come quella sul Dalai Lama. Sob…

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