venerdì, dicembre 6, 2019
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Quante moschee ci sono in Italia e quante in Germania?

Giuseppe Govinda 22 febbraio 2017 Discovering Berlin, L'isola di Govinda Commenti disabilitati su Quante moschee ci sono in Italia e quante in Germania?

La moschea vicino a Tempelhof

Negli ultimi giorni, infiamma in Italia il dibattito innescato dalla decisione del comune di Milano di installare un giardino con palme davanti al duomo. Puntualmente gli ambienti della destra, e non solo, hanno iniziato una protesta aizzando una parte di opinione pubblica contro il sindaco Sala. Diverse palme sono state persino bruciate perché secondo alcuni sarebbero il segno, uno dei tanti, che è in atto un’invasione araba. Stando a costoro, i milanesi non le vogliono, preferiscono alberi tipici forse della Svezia, o comunque del profondo nord europeo, ma ignorano il fatto che le palme del duomo sono esemplari di Trachycarpus, tipiche dei giardini di fine 800 in Inghilterra come nell’Italia del Nord, in quanto resistono fino a 15 gradi sottozero e provengono dalla Cina e non dalla penisola araba o dal Maghreb.

 

Gli italiani sono razzisti?

Cerchiamo di capirlo partendo da un concetto spiegato da Maurizio Bettini, filologo, latinista e antropologo italiano, che ha da poco pubblicato il libro A che servono i Greci e i Romani? (Einaudi, acquista il libro qui!). Bettini nel volume affronta un problema molto attuale: sempre di più la politica legislativa scolastica ha diffuso una mentalità che ha avvilito il concetto di cultura classica trasformandola in qualcosa che deve “servire”.

Ma veniamo al dunque. In un Video intitolato Tolleranza e cittadinanza nell’antichità classica e nel mondo contemporaneo pubblicato dal canale Gb Palumboeditore, il filologo spiega che nelle religioni politeistiche antiche, non esisteva il principio di tolleranza poiché la moltitudine degli dei escludeva che vi fossero divinità vere e uniche ed era quindi naturale praticare la libertà religiosa. Tollerare qualcuno significa offenderlo perché vuol dire sottintendere che questi sia nel torto.

In Italia però ci sono momenti dove il dibattito sul principio di Tolleranza sembra poco illuminato.

Esaminando i dati di Google Trends, ci accorgiamo che nell’ultimo anno la parola “Tolleranza” è stata molto più richiesta di “Fraternità”, un lemma quest’ultimo meno ambiguo del primo e che esprime un sentimento di comunione e uguaglianza.

Dati google trends per la parola Tolleranza

C’è davvero un’invasione o, per meglio dire, una conversione di massa verso l’Islam? Gli altri paesi europei, paragonati all’Italia come stanno messi?

Camminando ad esempio per le strade di Berlino è evidente che la seconda lingua più parlata, assieme al turco, sia l’arabo. Donne in burqa, o coperte da un semplice velo, e uomini con i baffi “musulmani”, inondano le vie dei quartieri Kreuzberg e Neukölln. Si ha la percezione che, almeno in questi angoli della capitale tedesca, gli “arabi” siano quasi la maggioranza.

Secondo il Zentralinstitut Islam-Archiv-Deutschland Stiftung e.V, fondato nel 1927 (l’archivio centrale sulle comunità musulmane in Germania e allo stesso tempo la più antica istituzione islamica nei paesi di lingua tedesca), all’anno 2008 erano presenti 206 Moschee e circa 2600 luoghi di preghiera. Nella sola Berlino sono le seguenti: la Khadija-Moschee, la Mevlana-Moschee, la Umar-Ibn-Al-Khattab-Moschee e la Ayasofya-Moschee.

Inoltre in base a uno studio del BAMF (Bundesamt für Migrationen und Flüchtlinge) del 31 dicembre 2015, i musulmani in Germania erano tra i 4,4 e i 4,7 milioni.

Quali sono i dati statistici per quanto riguarda l’Italia?

Una ricerca della Fondazione Ismu del 1 gennaio 2016 rivela che i fedeli di Allah  sono poco più di 1,4 milioni. La regione in cui vivono più stranieri residenti di fede musulmana, minorenni inclusi, è la Lombardia: sono 368.000 (pari al 26% del totale degli islamici presenti in Italia). Al secondo posto troviamo l’Emilia Romagna con 183.000 musulmani (pari al 12,8% del totale degli islamici in Italia), al terzo il Veneto dove i musulmani sono 142.00 (pari al 10% del totale), al quarto il Piemonte con 119.000 presenze. A questi numeri si dovrebbero addizionare gli 80.000 italiani convertiti secondo l’UCOII (Unione delle comunità islamiche in Italia).

Le moschee ufficiali sono tuttavia solo 4 (nel senso di costruzioni fatte ad hoc, complete di minareto): Ravenna, Roma, Colle Val D’Elsa, Segrate Milano. Se volessimo essere buoni, dovremmo aggiungere la moschea di Catania, quella di Palermo e quella di Torino. In totale 7 moschee (più altri 1000 piccoli centri di preghiera).

È vero che la chiesa islamica di Roma è la più grande d’Europa, ma in questi casi oltre alla dimensione, il fine ultimo dovrebbe essere quello di fornire un adeguato numero di luoghi di culto proporzionato alla quantità dei fedeli presenti sul territorio. In parole povere: non è che se facciamo una moschea gigantesca, i musulmani dell’Emilia Romagna ad esempio, tutti i venerdì verranno in pellegrinaggio a Roma per pregare.

Come è possibile che in Lombardia con un numero così elevato di credenti, ci sia soltanto una moschea ufficiale?

I numeri parlano chiaro.

A fare un rapporto tra la popolazione nazionale e la parte musulmana, la differenza tra Italia e Germania non sembra poi così marcata. Anzi, entrambi i paesi appaiono molto indietro riguardo all’offerta di luoghi di culto, e quindi al diritto costituzionale di ogni cittadino di professare la propria religione.

Ricapitolando la Germania ha una popolazione pari a 82,2 Milioni di cittadini, a sua volta il numero di musulmani corrisponde al 5,4% del totale. Ci sono 206 Moschee e circa 2600 luoghi di preghiera.

In Italia vivono 60,5 milioni di persone. Il numero dei musulmani è al 2,3%. Le moschee sono 7 di cui 1000 piccoli luoghi di culto.

A guardare più a nord, il quadro globale è un po’ meno complicato. Nel Regno Unito ad esempio, secondo l’ultimo censimento effettuato nel 2011 dal Office for National Statistics (ONS) i musulmani corrispondono circa a 2,8 Milioni ovvero il 4.5%. Secondo la Muslim Britain Association sono state edificate 1.200 moschee, tra cui 281 capaci di ospitare dai 700 ai 4000 fedeli.

Per finire, la Francia possiede la comunità più numerosa con una percentuale che va dal 5 al 10%. Nel paese d’oltralpe le moschee sono però 2200.

La cosiddetta invasione non si è ancora realizzata. Nel frattempo a Milano continua la polemica di piazza duomo, e i tanti musulmani, che con la presenza/assenza delle palme non ci guadagnano niente, rimangono confinati nei loro garage e nella loro clandestinità.

È difficile capire se gli italiani siano razzisti o meno. Quello che è certo è che il governo e le amministrazioni regionali, si occupano marginalmente del problema “moschee”, rendendo il processo di integrazione lento e spinoso.

*Fonte immagine preview https://de.wikipedia.org/wiki/Şehitlik-Moschee#/media/File:Sehitlik-Moschee_in_Berlin,_2012.jpg

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