domenica, aprile 5, 2020
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Pressing cinese

Leonardo 6 luglio 2011 Compresse 1 commento su Pressing cinese

Il sistema scolastico cinese è uno dei più competitivi al mondo. La vasta popolazione studentesca si raduna ogni anno, a diversi livelli di istruzione, per sottoporsi ad esami che determineranno chi potrà accedere alle migliori scuole e università con le migliori borse di studio. La competizione ha inizio fin dalle scuole elementari e si intensifica con l’avanzamento degli studi. Arrivati alle scuole medie assume ritmi soffocanti, portando gli studenti tra i 10 e i 18 anni (anno in cui in genere si supera l’esame decisivo, quello per la selezione universitaria) a cominciare la giornata scolastica alle 7:30 del mattino e finire la propria permanenza quotidiana in aula 12 ore più tardi. Lo sforzo però non finisce qui perché, come detto, solo i migliori potranno avere l’istruzione più avanzata a condizioni economiche migliori. Ecco allora che appena arrivati a casa ci sono i compiti da fare e le materie da approfondire; se necessario anche con insegnanti privati.

A giugno ci sono gli esami per l’accesso alle scuole medie inferiori, superiori e all’università. In quei pochi giorni si decidono le sorti dello studente. Quello che riuscirà ad entrare in una scuola o università migliore potrà ambire ad un futuro più ricco, anche molto più ricco considerando che una buona parte di questi studenti proviene da famiglie di moderata estrazione. Per facilitare i ragazzi, incredibilmente stressati per le pressioni e le aspettative dei genitori e dei nonni, i familiari li accompagneranno a fare l’esame cercando di evitare loro ogni possibile altra fonte di stress. Affitteranno camere di albergo nelle vicinanze delle sedi dell’esame per ridurre al massimo il tempo da trascorrere nel traffico e noleggeranno automobili e autisti in modo che la prova costituisca l’unica preoccupazione.

In questi giorni è saltato agli occhi della stampa cinese (China Daily, 4 luglio 2011) il caso di Shi Zheying di Qingzhou (Provincia dello Shandong). La studentessa si è presentata alle sedi dell’esame per accedere alla scuola media superiore per farsi delle foto e si è allontanata subito dopo con il padre mentre gli altri studenti entravano a “gareggiare”. Invece di competere come tutti gli altri, ha accettato la proposta del padre di fare un tour in auto della Cina per 200 giorni. Il padre sostiene che la competizione scolastica e universitaria ha raggiunto limiti eccessivi e che la cosa più importante da perseguire nella propria vita è il benessere fisico e mentale, non il successo ad ogni costo. Probabilmente di famiglia danarosa, la ragazza è destinata, come dice il padre, ad avere un’istruzione secondaria e terziaria all’estero e il viaggio di quest’anno sarà l’occasione per conoscere bene il proprio paese.
Un bell’esempio in un paese dove tutto si misura sulla competizione sfrenata.

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1 Comment

  1. lauM 16 luglio 2011 at 17:51

    se fossi nata in cina, sarei già sta fatta fouri..pare prprio che la mia più grande qualità (la lentezza) non sia apprezzata…