martedì, agosto 4, 2020
#RadioUniversitariaPrato

Pasolini Roma al Martin-Gropius-Bau

Giuseppe Govinda 13 ottobre 2014 Discovering Berlin, L'isola di Govinda, Notizie dal Polo Commenti disabilitati su Pasolini Roma al Martin-Gropius-Bau

Dopo la proiezione alla Berlinale del film Felice chi è diverso di Gianni Amelio e l’uscita di Pasolini con Willem Dafoe, il 2014 continua a essere un anno fortunato per i fan berlinesi e non di Pier Paolo Pasolini. Infatti dall’11 settembre fino al 5 febbraio è possibile visitare la mostra dedicata al regista e intellettuale italiano.

Pasolini Roma, questo è il titolo, vuole parlare di Pasolini a 360 gradi esplorando gli aspetti della sua vita pubblica e privata. Il primo piano dello splendido Martin Gropius Bau, edificio che ha ospitato recentemente istallazioni di Ai Weiwei, è diviso in più ambienti. Il primo è dedicato alla nascita di Pasolini è alla fuga con la madre verso Roma dal Friuli. Quando arrivò alla stazione termini e andò a vivere in via Fonteiana 86. Qui scrisse il suo primo romanzo Ragazzi di vita.
La mostra prosegue con una installazione cartacea in cui si parla di Sandro Penna. Ma sono tanti altri gli artisti, intellettuali, cineasti che gli fanno sentire la loro vicinanza, quando la censura attacca il suo primo film Accattone, a testimoniarlo un lungo articolo di giornale.

Da qui si arriva a Mamma Roma e La Ricotta: molto interessante un dialogo audio tra Anna Magnani e Pasolini.
Non poteva mancare il momento di Ninetto Davoli. Infatti la sezione che omaggia il pupillo di PPP è preceduta da un graffito in stile Bansky in cui è ritratto Ninetto con in mano un gigantesco fiore.

Poi si continua a esplorare la vita priva del regista del Decameron e del suo rapporto con la madre. Una delle installazioni più emozionanti è un video in cui Pasolini legge la poesia Supplica a mia madre (Da Poesia in forma di rosa) che fa: “È difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio. Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore”…

La mostra prosegue con la proiezione di immagini tratte dal film Comizi D’Amore, in cui si afferma che Pasolini costringe l’Italia a parlare di sesso.
Vengono descritti poi i suoi viaggi in Africa e l’intenzione di girare il film Il Padre Selvaggio.
Si passa agli anni successivi, quando realizzò altri pezzi forti come, Uccellacci e Uccellini con Totò e Ninetto d’Avoli di cui si vedono non solo le immagini del film ma anche la colonna sonora ideata da Ennio Morricone e cantata da Domenico Modugno.

Nel penultimo ambiente della mostra viene proiettata un’intervista di Pasolini rilasciata a Enzo Biagi in cui Pier Paolo dichiara che la televisione è un mezzo alienante, passivo e quindi anti democratico (sembra di ascoltare un radicale).
C’è un angolo vietato ai minori di diciotto anni in cui vengono proiettate immagini tratte dal Decameron.

Nell’ultimo ambiente, anche questo in parte fruibile dai visitatori adulti, si parla di Salò o Le 120 Giornate di Sodoma, della sua ultima e famosa intervista e della sua morte avvenuta il 2 Novembre del 1975. Molto toccate il discorso che fa Moravia al suo funerale “Pasolini era diverso perché disinteressato”.
Infine vengono descritti i misteri intorno al suo assassinio. Un ragazzo di 17 anni Pino Pelosi si accusò dell’accaduto. Poi, grazie a testimonianze varie, le indagini si allargano sviluppando la Teoria del Complotto. Sergio Citti aveva affermato che Pasolini quella sera andò a Ostia per recuperare delle copie di Salò rubate tempo prima, e che gli assassini, ingannandolo, avrebbero voluto consegnargliele. Tra le altre teorie del complotto spunta anche l’ipotesi che Pasolini fu ucciso perché nel sul ultimo romanzo Petrolio, si fosse interessato “troppo” su Enrico Mattei e Eugenio Cefis ipotizzando che quest’ultimo avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali.
Le ragioni della sua morte continuano a non essere chiare e forse un giorno sapremo ufficialmente tutta la verità.

Riteniamo la mostra Pasolini Roma (realizzata con la collaborazione del CCCB – Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, del Cinémathèque française in Paris e dell’Azienda Speciale Palaexpo – Palazzo delle Esposizioni), molto interessante, un mezzo che stimola la conoscenza. Se vi trovate a Berlino vi consigliamo di andarla a visitare.

Pasolini Roma Diario dell'Isola Giuseppe Govinda

Like this Article? Share it!

About The Author

Comments are closed.