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Paradise Box

Martina 7 aprile 2011 Recensioni Commenti disabilitati su Paradise Box

– Le Recensioni del Magnolfi Nuovo –

Paradise Box

In scena sabato 2 aprile 2011 al Teatro Magnolfi Nuovo di Prato

Un’atmosfera sempre pacata, tranquilla, è a far da sfondo allo spettacolo “Paradise Box” della compagnia  rAn-network.
Caldi giochi di luce illuminano e accompagnano lo spettatore nell’itineranza di questa messa in scena. Una rappresentazione che utilizza solo in minima parte il palcoscenico come luogo di esecuzione, ma sfrutta piuttosto tutti gli altri spazi del piccolo teatro: il corridoio, la platea, perfino il giardino. Lo spettatore è guidato, “preso per mano” e accompagnato ad assistere, talvolta quasi a spiare l’azione dei ballerini stessi in questo percorso. Essi si lasciano intravedere da una porta semi aperta, oppure  immersi in una luce che non li illumina completamente. Ma questo effetto di chiaro-scuro, questo vedere ma non del tutto, lascia in realtà comprendere perfettamente quello che è lo svolgersi delle azioni. Solo il pubblico può avere una visione totale della scena, come in un film in cui lo spettatore è portato a percepire la presenza di ogni personaggio, anche se nella scena è nascosto, offuscato. Questa visione totale delle cose però, innesca  la volontà di scavare più a fondo, per cercare di capire come tutto andrà a finire. Un esempio riguarda la scena con gli abiti sparsi su tutte le poltrone della platea. Non ci si può sedere. Si assiste in piedi all’azione dei ballerini che afferrano, indossano, si tolgono quei vestiti attraverso un ritmo di movimenti che diventa sempre più incalzante. Tutto inizia, si sviluppa, termina  con un’inaspettata fine.
Originalità ed effetto a sorpresa dunque rendono lo spettacolo davvero interessante, piacevole, mai eccessivo. Anzi, si toccano picchi di bellezza assoluta quando alla figura danzante, inaspettatamente si accosta un pianista. Egli indisturbato suona il suo piano, dà vita ad una musica che incanta la ballerina, l’ammalia, la rende quasi inadatta a tale, perfetta, situazione. Un pianista che procede senza essere minimamente scosso da quei movimenti, che ci porge le spalle e dona solo le sue note, che si alza e se ne va quando non ha più nulla da offrire, ma che non ha la forza di arrestare i movimenti della donna, animo che danza, anche quando non c’è più musica. Ecco un altro forte elemento di Paradise Boxe: il silenzio è comunque “spazio” su cui ballare. Si balla sulla mancanza di musica, sul rumore dell’acqua che prende un ritmo, sulle note dei violini, sulle parole d’effetto che recitano «la passione è l’attrito tra l’animo e il mondo esterno». Dal rumore alla composizione, dalla confusione al silenzio, non è l’accompagnamento musicale che ci permette di ballare, ma è solo lo spazio, e con lui l’aria che lo riempie. Tanti  elementi vengono coinvolti in questa rappresentazione, ma un unico colore  fa da filo conduttore alle varie scene: il bianco. Bianchi sono gli abiti, i petali di fiore sparsi sul palcoscenico, bianca è la sala in cui lo spettacolo si chiude, bianche sono le candele che illuminano quella sala. Parole che affermano che  « la bellezza è potenza » , parole che rispecchiano la forza delle cose più semplici, che diventano parte di uno spettacolo, si fanno lo spettacolo stesso, lo rendono originale, d’effetto, potente…bello.

Laura Sciortino


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