lunedì, settembre 26, 2022
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I moderatori su Twitch: una nuova forma di schiavismo?

Twitch negli ultimi anni è diventata sempre più forte. Molti creator si sono addirittura spostati da YouTube, allettati dalle diverse opportunità di monetizzazione che questa piattaforma streaming di proprietà di Amazon fornisce. Durante le dirette tutto gira intorno a donazioni, bits, trenini, merchandising… Ma c’è una cosa importantissima di cui nessuno parla: il lavoro svolto dai loro moderatori.

Le linee guida di Twitch sono chiare: quando sei in diretta devi occuparti della chat e stare attento che nessuno scriva commenti che siano contro la “sicurezza e il benessere di tutti gli utenti su Twitch”. In poche parole, il tuo canale può essere penalizzato, e quindi puoi perdere tutto se non controlli la chat. Canali come quello di Pow3rtv con 1,7 milioni di follower, ilMasseo con 1,4 milioni che secondo questo articolo de Il Sole 24 Ore ha un ricavato di 540.864,81 dollari, ricevono centinai di commenti al minuto. Il moderatore (o i moderatori), che in questi casi non è mai il padrone del canale, deve attentamente controllare ciò che scrive il pubblico e questo comporta uno stress elevato.  Il suddetto moderatore dovrà stare lì per ore ed ore a svolgere un lavoro molto difficile e pieno di responsabilità.

È pagato un moderatore?

È difficile poter dare una risposta ma durante le mie ricerche credo di potere affermare che “no, non lo è”. Da diversi mesi osservo i vari twitcher del momento, come GrenBaudGaiaClericiJodyJDCMichellePuttini, gskianto, JumboDrillo e molti altri, e quello che ho capito è che non solo i moderatori sono lì a titolo gratuito ma devono essere abbonati al canale. Pagano per poter lavorare con loro! Naturalmente se sbagliano nel loro lavoro vengono tagliati fuori e questo sottolinea ancora una volta che fare il moderatore è un vero e proprio impiego.

Credo fortemente che piattaforme come Twitch, forse con l’aiuto del governo, dovrebbero impegnino a cambiare questo schiavismo del mondo contemporaneo perché secondo la legge italiana il rapporto di lavoro è un rapporto di scambio. E come spiegato sul sito La Legge Per Tutti: «Il diritto alla retribuzione nel rapporto di lavoro subordinato è sancito dalla stessa Costituzione Italiana [3] che riconosce al lavoratore il diritto a percepire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.». Infine, il lavoro dei moderatori sui canali Twitch non è né un’attività familiare né esclude finalità lucrative, per questo deve essere retribuito.

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