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Liam e i Beady Eye: “Made Fer It”, ma non basta

Emanuele Mercurio 7 luglio 2013 NOTIZIE DAL POLO Commenti disabilitati su Liam e i Beady Eye: “Made Fer It”, ma non basta

 

Non sono gli Oasis, e si vede (e si sente).

 

La quarta serata del Pistoia Blues 2013 ha visto protagonisti sul palco di Piazza del Duomo Liam Gallagher con i suoi Beady Eye, gruppo formato dall’ex frontman degli Oasis e da tutti gli altri componenti della band britannica che, a partire dalla metà  degli anni ’90, ha dominato le classifiche mondiali al ritmo del suo  Britpop.

 

I Beady Eye sono composti da tutti gli ex Oasis meno che uno: Noel Gallagher, fratello di Liam, col quale è sempre stato legato da un rapporto di amore e odio (tanto che arrivarono a spaccarsi letteralmente le chitarre in testa prima di un concerto a Parigi, che segnò la fine – almeno per il momento – della storia degli Oasis), certamente il più ispirato del gruppo, autore della maggior parte dei testi e leader a livello musicale.

 

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Gli “Oasis Noel-less” (pardon, i Beady Eye) stentano a trovare sonorità trascinanti. Lo si è visto anche ieri sera, quando i circa tremila fan accorsi a Pistoia per l’unica data italiana del tour, vestiti di tutto punto con la casacca del Manchester City (squadra del cuore dei fratelli Gallagher) e con tanto di taglio di capelli in pieno stile Oasis, sono rimasti delusi dall’oretta scarsa di performance dei BE (che hanno suonato quattro brani in meno rispetto alle altre date del tour europeo, e il motivo resta un mistero).

 

Certo, Liam è un animale da palcoscenico: il suo carisma, il suo abbigliamento e il suo tipico modo “menefreghista” di cantare (mani dietro la schiena, leggermente piegato in avanti sul microfono, immobile durante le parti non cantate) suscitano ancora l’entusiasmo di un pubblico di fan che, appassionato all’inverosimile agli Oasis, concede credito anche a questo loro nuovo progetto.

 

Ma l’impressione è che sia un credito a scadenza: se i Beady Eye non daranno una svolta alla loro musica (o, come si vocifera, gli Oasis non si riuniranno l’anno prossimo, in occasione dei vent’anni dall’uscita di Definitely Maybe), sarà difficile vedere arene affollate ballare al ritmo di The Second Beat of The Apple, The Roller, Flick of the Finger o Shine a Light, brani niente più che normali.

 

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Cantare un paio di vecchi successi degli Oasis, come Rock n’ Roll Star e (What’s the Story)Morning Glory non basterà all’infinito, così come il carisma di un frontman come Liam non potrà richiamare per sempre il grande pubblico. Ok, Liam è “Made fer it” (un’espressione, in dialetto di Manchester, che Liam utilizzò all’inizio della sua carriera per indicare come fosse “nato per stare sul palco”), ma – e dispiace dirlo – per diventare grandi serve molto di più.

 

Per vedere le foto del concerto di ieri sera clicca qui.

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