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Le stranezze pubblicitarie di Berlino

Giuseppe Govinda 6 febbraio 2017 Discovering Berlin, L'isola di Govinda Commenti disabilitati su Le stranezze pubblicitarie di Berlino
I giorni della Berlin Fashion Week passano in fretta, anzi volano via come ogni anno. Non ho il tempo di organizzarmi che è già quasi finita. Camminando per le strade della Berlino cool e amata dai giovani, non si possono non notare i cartelloni pubblicitari di una marca di abbigliamento molto particolare chiamata Heroin Kids.
Sì, una delle sostanze stupefacenti più pericolose, dà il titolo a questo brand i cui fondatori sono Corinna Engel e Christian Kaiser. Come ben sappiamo Berlino dal dopoguerra in poi, è stata sempre più la città della gente strana: comprare una casa costava veramente poco e molti giovani vogliosi di una vita diversa e per sfuggire al servizio militare obbligatorio, cui i cittadini di Berlino Ovest erano esenti, venivano a rifugiarsi qua. Trovare lavoro era alquanto difficile e l’economia faceva fatica a partire, troppo decentrata a Francoforte, Colonia, Amburgo, Monaco di Baviera, e allora i ragazzi non avendo niente da fare iniziarono ad occupare palazzi abusivamente, formare organizzazioni di alternativi e seguire la moda del sesso droga e rock ‘n’ roll come mostra il film B-Movie uscito lo scorso anno.
Per questo Berlino è diventata anche la città della droga e degli atteggiamenti violenti.
La fashion label Heroin Kids ha suscitato diverse polemiche negli ultimi mesi, come riportato in un articolo del Tagesspiegel del dicembre scorso intitolato “Hunger nach Aufmerksamkeit” (Affamati di attenzione), o in un altro del Berliner Kurrier “Das kranke Spiel mit dem Heroin-Chic” (Il gioco malato con l’eroina chic). La fondatrice affermò che Heroin kids racconta il fascino che i giovani hanno nelle droga e del loro non curarsi delle regole nella vita.
Dopo aver visto i manifesti che ultimamente pubblicizzano un evento in cui secondo gli organizzatori la “techno” dovrebbe incontrare la “fashion”, mi sono fatto un idea di quello che vogliono dirci. La Engel vuole venderci prima di tutto un prodotto. Come accade in qualsiasi campagna pubblicitaria, un’azienda, per poter sviluppare un progetto, deve focalizzare la sua attenzione su un preciso target di pubblico. Heroin Kids ha il suo target, preciso, duro, netto e inequivocabile. Le immagini e i prodotti venduti sono destinati ad attirare l’attenzione di un pubblico giovane, cittadino, amante della musica elettronica, che è affascinato dal fetish, e dalle droge anche pesanti.
Berlino, secondo me, è la città perfetta per iniziare un branding di questo genere. Nei weekend può accadere qualsiasi cosa, e la rete pullula di blog e magazine pronti a pubblicare qualsiasi immagine e a parlare di qualsiasi argomento perverso pur di aumentare le visite giornaliere nei loro spazi web e quindi i loro ricavi. Nella capitale tedesca molti giovani e meno giovani fanno un utilizzo eccessivo di alcol e droghe, e ne sono fieri. Come scrive l’attuale numero del quindicinale TIP Berlin, in cui si parla del fatto che sempre più locali notturni offrono eventi porno.
TIP Berlin sex party

Copertina della rivista TIP Berlin

Però non dimentichiamo una cosa importante: questo marchio, non vuole essere soltanto berlinese, ma punta più in alto, introducendo il “free-shipping” vuole farsi strada nell’e-commerce internazionale, quindi vuole essere Global.
Ma quali sono i prodotti venduti su Heroin Kids? Sul sito ho trovato non solo abbigliamento da “strada” ma anche accessori fetish, manifesti raffiguranti donne sexy-nude intente a drogarsi, biancheria intima presentata con modelle che posano come se stessero su sito porno nella sezione BDSM o Amateur… Insomma tanta carne al fuoco.
Io non mi sono scandalizzato, ho avuto una bella erezione e credo pure che comprerò qualcosa. Heroin Kids è semplicemente una delle tante cose “strane” venute fuori da questa città. La sessualità, i rapporti tra le persone, l’utilizzo di sostanze sono vissuti sotto altri punti di vista da moltissimi individui. Una cosa è vera, questo brand rende romantici aspetti ritenuti malsani a scopi commerciali. Nella vita di tutti i giorni, nei libri, nell’arte che compriamo esistono continuamente riferimenti di questo genere, ma è come se in Heroin Kids mancasse quell’aspetto che lo riscattasse. Prendiamo come esempio il Libro/Film Trainspotting (fra poco uscirà il secondo film!): gli autori straparlano sì della droga, la mostrano in un modo per certi versi magnetico. Ma a differenza di Heroin Kids, il lavoro di Welsh, si pone a un livello comunicativo più ampio, e può essere interpretato in diversi modi. Per questo motivo acquista una carica artistica da non sottovalutare.
Il marchio della Engel invece, sembra solo un continuo lavoro estetico e senz’anima. Bisogna prendere atto però, che Heroin Kids è in realtà un marchio di abbigliamento, e forse di un’anima o un messaggio non ne ha bisogno.
Per finire mi sono chiesto: lì fuori é pieno di gente che non vuole fare bambini, che li odia e odia le famiglie, e anche loro meritano i loro spazi perché noi siamo moderni, aperti, democratici e rispettiamo tutti. Ma i nostri figli e le nostre famiglie si meritano di vedere per le strade del centro cittadino manifesti di questo genere?
Manifesti a Berlino

manifesto Heroin Kids a Berlino

*(Nella foto preview di questo articolo: Julia Wulf)

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