venerdì, dicembre 6, 2019
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Le otto citazioni più belle di Trainspotting

Giuseppe Govinda 7 febbraio 2017 Discovering Berlin, L'isola di Govinda Commenti disabilitati su Le otto citazioni più belle di Trainspotting

Trainspotting le scene più belle
Aspettando di guardare T2 fra pochi giorni alla Berlinale, mi sono detto “Perché non fare un articolo con le citazioni più belle di Trainspotting?”. Qui di seguito trovate le scene più famose tratte dal film di Danny Boyle. Alcune sono meno scontate di quanto possiate immaginare… Per aggiornamenti e per la recensione del sequel, visitate il nostro sito nel weekend.

 

Sick Boy e la sua teoria della vita


Sick Boy: È certo un fenomeno di ogni stadio della vita…
Mark: Che vuoi dire?
Sick Boy: Be’, a un certo punto ce l’hai… poi lo perdi. E se ne è andato per sempre, in ogni stadio della vita. Georgie Best, per esempio, ce l’aveva… e l’ha perso. O David Bowie, o Lou Reed.
Mark: Lou Reed ha fatto cose da solista niente male…
Sick Boy: No, non sono male, ma neanche grandiose no? E in cuor tuo lo sai che anche se ti suonano bene in effetti sono solo… cagate!
Mark: Poi chi altro?
Sick Boy: Charlie Nicholas, David Niven, Malcom Mclaren, Elvis Presley…
Mark: D’accordo, d’accordo, d’accordo! Insomma, che cosa cerchi di dimostrare?
Sick Boy: La sola cosa che cerco di fare, Mark, è darti una mano a capire che Il nome della rosa è appena un barlume di una altrimenti ininterrotta traiettoria discendente.
Mark: E che mi dici de “Gli intoccabili”?
Sick Boy: Quello neanche lo considero.
Mark: Nonostante il premio Oscar?
Sick Boy: Non significa un cazzo di niente! È per simpatia che l’hanno votato.
Mark: Così tutti invecchiamo, non ce la facciamo più e questo è quanto?
Sick Boy: Già.
Mark: Questa è la tua teoria?!
Sick Boy: Sì. Magnificamente illustrata, cazzo!

 

Il Colloquio di Spud


Datore di lavoro: Signor Murphy con esattezza, cosa la attira del settore turistico?”
Spud: In due parole..lo spasso: tipo mi spasso nel vedere le persone a spasso si.

 

Muore la figlia di Sick Boy

Mark: Niente poteva essere più lontano dalla verità. Infatti niente si sarebbe più aggiustato. Anzi tutto stava per andare male. Male? Voglio dire che tutto stava per andare ancora peggio di quanto non fosse già. Non era mia figlia, non era mia figlia la piccola Dun non era mia, di Spud, di Swannie, di Sick boy… non lo so. Forse Allison lo sapeva forse no. Magari fossi riuscito a dire qualcosa, qualcosa di sensibile, qualcosa di umano. […] E si fece, potevo capirla, per cacciare via il dolore. Così preparai la roba e lei si fece. Ma solo dopo di me. Non ci fu bisogno di dirlo. Be’ almeno ora sapevamo chi era il padre. Quel giorno non morì solo la bambina. Qualcosa dentro Sick Boy si perse e non tornò più. A quanto pare non aveva una teoria per spiegare un momento come quello. E nemmeno io. La nostra sola risposta fu di continuare a mandare tutto a farsi fottere. Accumulare miseria su miseria, ammucchiarla in un cucchiaio e dissolverla con una goccia di bile. Poi spararla in una schifa di vena purulenta e ricominciare daccapo. Andare avanti, alzarsi, uscire, rapinare, rubare, fottere la gente spingendoci impazienti verso il giorno in cui tutto sarebbe andato storto. Perché non importa quanta roba rimedi, o quanto rubi: non ne hai mai abbastanza. Non importa quante volte esci per rubare o inculare la gente: hai sempre bisogno di ricominciare. Prima o poi, questa cosa doveva capitare.

 

Soddisfare i propri istinti

Mark: La situazione si faceva seria: il giovane Renton notò la rapidità con cui quelli che avevano successo nella sfera sessuale e non, si segregavano dai perdenti. L’eroina aveva rapinato Renton delle sue voglie sessuali, ma ora queste tornavano per vendicarsi, e mentre l’impotenza di quei giorni svaniva nel ricordo, una tetra disperazione invase la sua mente sconvolta dal sesso. La sua libidine di ex tossico alimentata dall’alcool e dalle anfetamine lo tormentava senza rimorsi col suo desiderio inappagato, puntini, puntini, puntini.

 

L’eroina rende costipati

Mark: Sogno un immenso bagno pubblico incontaminato. Rubinetti d’oro scintillante. Marmo bianco verginenale. Una tavoletta di ebano. Uno sciacquone pieno di Chanel Nº 5 e un lacchè che mi porge fogli di carta igienica in seta cruda. Ma date le circostanze, qualunque posto va bene.

 

Begbie sull’autobus

Mark: Sì, la roba era buona. Mi ripromisi di farmene un’altra prima di arrivare a Londra, solo un’altra, in onore dei vecchi tempi. Solo per far incazzare Begbie. Era il suo incubo. Il traffico più rischioso di una vita di traffici rischiosi, messo in piedi da tre dei più inutili e inaffidabili sbandati della città. Sapevo cosa gli passava per la testa: al primo guaio a Londra ci avrebbe mollato subito. Non poteva fare diversamente. Se lo pizzicavano con una borsa piena di roba e in più con quella rapina a mano armata finiva dentro per quindici, vent’anni. Begbie era un duro, ma non tanto da non cagarsi sotto davanti a vent’anni di carcere.

 

Renton agente immobiliare a Londra

Mark: Non mi ero sistemato troppo male e me ne stavo per i fatti miei. Certo qualche volta pensavo ai ragazzi ma perlopiù non ne sentivo la mancanza, questa era la città del boom, dove nel caos qualunque idiota poteva arricchirsi, molti lo facevano. Mi piaceva il suono delle parole: guadagni, perdite, margini, subentrare, affittare, subaffittare, rateizzare… imbrogliare, fregare, spartirsi, scappare. Non esisteva quella cosa chiamata società, e anche se ci fosse stata, non ne facevo parte. Per la prima volta nella mia vita di adulto, ero quasi soddisfatto.

 

Scena Finale

Mark: Mi sono giustificato con me stesso in tante maniere diverse, non era niente di che, solo un piccolo tradimento, o… i nostri rapporti erano cambiati, sapete cose così… ma ammettiamolo li avevo bidonati, i miei cosiddetti amici. Di Begbie non me ne fregava un cazzo, e Sick Boy avrebbe fatto lo stesso con me se c’avesse pensato per primo. Di Spud be’, d’accordo per Spud mi dispiaceva, non aveva mai fatto del male a nessuno lui. Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa. Metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.

 

BONUS

Il meglio di Begbie

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