martedì, luglio 25, 2017
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Le Margherite – Voglio Solo che mi Ascolti » Capitolo XI

Qui di seguito i testi e i podcast di Voglio Solo che mi Ascolti, un viaggio interdimensionale diviso in due atti. Giuseppe Govinda è un autore emergente, supporta il suo lavoro condividendo questo articolo!

Atto I

Puoi chiedere all’universo tutti i segni che vuoi, ma in fin dei conti vediamo quello che vogliamo vedere quando siamo pronti a vederlo.

Apri gli occhi. Fatti travolgere dalla consapevolezza. La coscienza è un arma a dopo taglio però. Non lasciarti spaventare da quello che vedrai. Sii forte e appunto consapevole. Il campo di pannocchie in cui ti trovi, potrà trasformarsi in un campo di margherite. Allora non sarai più perso, e potrai scorgere l’orizzonte. Potrai vedere la casa nella campagna. Le margherite saranno pure profumate e il cielo diventerà azzurro. Vedrai quell’edificio nel colore che è realmente. Ma stai attento a non dimenticare che esiste il principio dell’iridescenza, secondo cui la tonalità di un oggetto cambia se a cambiare è la prospettiva da cui lo si guarda. Tu lo vedrai come qualcuno che avrà oltrepassato lo stato di quasi assoluta cecità, causata dal fitto campo di pannocchie, a una situazione di chiara nitidezza mentale. Quindi una persona il cui io si sarà evoluto.

Perché ciò che vivi attimo dopo attimo ha il potere di cambiarti.

Il misterioso uomo del fiume diceva che quando ti svegli la mattina sei una persona, poi ascolti il canto degli uccelli e sei diverso.

Ringrazierai l’universo per averti dato l’opportunità di passare dal campo di pannocchie alle margherite. Lo ringrazierai ripetutamente, perché il processo di accrescimento ti avrà fatto sentire vivo.

Poi fisserai il casolare e inizierai un altro cammino.

Atto II

La paura fomenta il sentimento. Raggiungi un livello di serenità per poter condividere con qualcuno quello che provi: ciò che hai dentro di te, nel profondo del tuo essere, negli abissi della tua mente. Solo quando sei sereno potrai raggiungere tutto ciò.  Sempre a caccia di guai. Non puoi scappare dalla realtà che è questa: ti trovi in un campo di margherite e devi raggiungere il casolare. È una giornata di fine estate e intorno a te c’è solo il rumore del vento a farti compagnia.

Il cammino è un viaggio quasi idiosincratico in cui energie misteriose lottano e collaborano ripetutamente. È come stare nello spazio, e nello spazio nessuno può sentirti urlare. I piedi si staccheranno da terra e galleggerai nel vuoto. Quel sentimento di solitudine sarà più forte che mai. Ti allontanerai sempre più dalle margherite e il loro profumo si farà sempre più debole. Dentro di te sentirai un peso: ecco, quello è un segno che il tuo istinto di sopravvivenza è saldo.

A volte per trovare la forza di reagire, per trovare le forze, bisogna immedesimarsi nel dolore. Grazie a ciò troverai un spinta e riuscirai a volare in direzione casa. Riuscirai a goderti il volo e a farlo tuo. I campi, il cielo, le margherite, il vento, la dolce calma della campagna, i monti lungo l’orizzonte, le cornacchie, lo spaventapasseri, l’odore della terra.… Tutto è lì attorno a te.

Sarai sereno e pronto a raggiungere casa.

Se i Podcast e i testi ti sono piaciuti Ascolta qui sotto per intero il CAPITOLO XI “Le Margherite”, e condividilo con le persone a te care.

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