martedì, aprile 7, 2020
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Le mafie sul territorio toscano

Leonardo 28 giugno 2013 Alla Radio Commenti disabilitati su Le mafie sul territorio toscano

A Palazzo Buonamici il 28 giugno alle 11 (Diretta su SPIN1).

I dati del 2012 diffusi pochi giorni fa dal ministero dell’Interno e pubblicati dal Sole 24 Ore registrano 14.600 reati denunciati in tutta la provincia pratese, che si attesta all’incirca al decimo posto nella graduatoria delle province meno sicure d’Italia. Rispetto al 2011, quando Prato era settima (e prima in Toscana), c’è un calo dei reati denunciati del 3,29%. Dal 1993 ad oggi, certifica il rapporto, sono state circa sessanta le operazioni di polizia e 21 gruppi criminali mafiosi (10 clan della camorra, 8 della criminalità organizzata siciliana, 3 della ‘ndrangheta) coinvolti in fatti accaduti nella provincia di Prato. A questi vanno aggiunti almeno 3 tipologie criminali cinesi (gang, triadi e nuova criminalità economica).

Ascolta il podcast integrale

Le mafie sul territorio toscano by Radio Spin on Mixcloud

 

Palazzo Banci Buonamici (Via Ricasoli, 25) ospiterà, venerdì 28 giugno 2013 a partire dalle 11.00, la discussione “Le mafie sul territorio toscano”. Numerose le presenze attese per l’evento: per i saluti d’apertura Loredana Ferrara, assessore alle politiche sociali della provincia di Prato, per gli interventi, tra gli altri, la Senatrice Silvia Della Monica e il Consigliere della regione Toscana, Gianluca Lazzeri. Presenzieranno poi Salvatore Calleri e Renato Scalia, rispettivamente Presidente e Consiglire della Fondazione Caponnetto. Vediamo in breve di cosa si tratta.
Nasce nel 2003 in memoria del magistrato siciliano Antonino Caponnetto, classe 1920. Spiccata personalità della pretura di Prato e Firenze, egli ebbe un ruolo centrale, nel biennio 1955-56, nella modifica di due articoli della Costituzione italiana risalenti ad epoca fascista, dei quali ordinò la revisione alla Corte in favore dei valori di libertà di pensiero, stampa e circolazione sul piano nazionale. Muore nel 1983 a Palermo, vittima di un attentato mafioso. La fondazione in suo onore è a tutt’oggi governata da Elisabetta Baldi Caponnetto, la moglie, e Salvatore Calleri, stretto collaboratore del coraggioso magistrato negli anni ’90, e si pone l’obiettivo di contrastare il movimento mafioso in Toscana, occupandosi di redigere, ogni anno, il rapporto sulla criminalità nella regione. Maggiori informazioni sulla fondazione sono consultabili sul sito www.antoninocaponnetto.it/ .

 

 

 

 

 

 

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