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La Pioggia – Voglio Solo che mi Ascolti » Capitolo VI

Giuseppe Govinda 23 maggio 2017 L'isola di Govinda Commenti disabilitati su La Pioggia – Voglio Solo che mi Ascolti » Capitolo VI

Qui di seguito i testi e i podcast di Voglio Solo che mi Ascolti, un viaggio interdimensionale diviso in due atti. Partecipa al prossimo evento Facebook!

Atto I

Il cielo diventa buio. Inizia a piovere. Corri, se non vuoi bagnarti. La pioggia è giunta e ha portato con se quel suo senso di purezza che la caratterizza. Purificarsi significa liberare il corpo da una o più sostanze dal valore negativo. Ma possiamo veramente definirci impuri? Abbiamo il diritto di definire qualcuno impuro? E se si, quale metodo bisogna adottare?

Secondo i saggi della montagna ognuno di noi ha in se una parte di universo. Ognuno a sua volta decide liberamente quale parte o quali parti di universo far prevalere nel privato e nel rapporto con gli altri. Questa libertà di scelta è poi influenzata da quello che abbiamo vissuto nelle esperienze passate, e che in contemporanea viviamo in mondo paralleli. Le parti di universo che sono dentro di noi possono essere luminose o oscure, ed entrambi contengono al loro interno una parte dell’opposto. Quindi se prendiamo una sfera luminosa, essa contiene al suo interno una piccola parte di oscurità; dal canto suo anche la sfera oscura contiene delle piccole zone di chiarore.

Il mondo conosciuto e i mondi sconosciuti, si fondano secondo questo equilibrio perenne tra luminosità e oscurità. Se neghi questo equilibrio, non farai altro che negare la tua vera essenza.

Non bisogna fare del male o essere di impatto negativo verso gli altri. Il segreto è piuttosto essere coscienti della nostra natura.

Ma attento a non mollare la presa o l’oscurità prenderà il sopravvento

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Atto II

A volte vediamo il male nelle cose perché viene filtrato dal nostro modo di concepire il mondo. Non è tutto relativo, come forse ti starai chiedendo. Lo spazio e il tempo sono flessibili ma poggiano le loro fondamenta in alcuni pilastri ben distinguibili. Durante un acquazzone, i sotterranei di questo immenso ed infinito edificio, si ritrovano in una situazione estremamente complicata. Ed è così che la pioggia acquista un significato negativo. Non è più il mezzo con cui purificarsi, ma è un’arma che può risultare letale. Distrugge, corrode, raffredda, travolge, spaventa, devasta, sfigura, invade… La sua forza non può essere fermata da nessuno. I pilastri rischiano quindi di cedere e far crollare tutto l’universo.

Per farti intendere il valore duale della pioggia ho un’altro esempio da proporti. Vedi quel quadro realizzato da Gustav Klimt, in cui una pioggia d’oro riesce a ingravidare la bella protagonista dai capelli rossi. Possiamo cogliere dal volto della giovane donna una grazia dolce, eccitante. Un principio di estasi. Per questa ragione la pioggia può essere fonte di vita e di piacere.

La compresenza degli opposti nella materia di cui siamo fatti, non permette nessuna reale purificazione. Una vera e propria catarsi non può avvenire se persino il mezzo con cui si attua, è esso stesso ad essere impuro.

Il temporale che è arrivato riesce a trasmetterti emozioni diverse e contrastanti. È la bellezza che ci circonda, una magica compresenza tra forze oscure e luminose.

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