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Il progressive britannico anima la terza serata del Pistoia Blues

Martina 6 luglio 2013 Articoli e Interviste, NOTIZIE DAL POLO, Terza Pagina Commenti disabilitati su Il progressive britannico anima la terza serata del Pistoia Blues

Sono stati i Van Der Graaf Generator, storici maestri del prog inglese e Steven Wilson, con il suo progetto solista, ad animare la serata di ieri al Pistoia Blues. Ben 2000 persone hanno riempito Piazza Duomo.

Van_Der_Graaf_GeneratoSi è aperta alle 20.40 la terza serata del festival, l’assenza dei J27 (rock band italiana che avrebbe dovuto aprire la serata) ha permesso al trio dei Van Der Graaf Generator di anticipare la propria performance, regalandoci quasi un’ora e mezza di concerto.

La teatralità e la voce di Peter Hammil, le improvvisazioni sui pezzi storici, le costruzioni melodiche della tastiera di Hugh Benton e le ritmiche di Guy Evans, hanno immerso tutta Piazza Duomo nei suoni del miglior prog inglese, quello teatrale, virstuoso, sempre stimolante e mai eccessivamente stucchevole che questa band è stata in grado di creare fin dai suoi esordi

Applausi e tanto entusiasmo quindi per un trio che da quarant’anni non sembra mai deludere le aspettative, capace sia di commuovere il pubblico storico che di appassionare gli ascoltatori più giovani.

Dopo i miti del prog arriva sul palco un’altro artista originario della Gran Bretagna , Steven Wilson, già leader dei Porcupine Tree, che ha presentato a Pistoia, penultima data del tour italiano, il suo progetto solista e l’album The Raven that Refused to Sing.

La sonorità di Wilson, che abbraccia il progressive, riuscendo però a spaziare tra il metal e Steven-Wilsonaddirittura delle linee vocali quasi pop, ha avvolto la piazza trasportando tutti in un sogno tetro e misterioso. L’uso dei diffusori alle spalle della platea, da un certo punto del concerto in poi,  ha letteralmente immerso gli spettatori nella musica e nell’ambientazione creata da Wilson, che ha così guadagnato applausi ed entusiasmo da parte di tutto il pubblico.

Ad accompagnarlo sul palco alcuni dei migliori musicisti in circolazione: un eclettico Nick Beggs ai cori e al basso, Adam Holzman, fondamentale, alle tastiere, Marco Minnemann alla batteria, il polistrumentista Theo Travis ai fiati (sax e flauto) e il virtuosissimo Niko Tsonev alla chitarra.
Di grande qualità quindi lo show di Steven Wilson e la sua band, che ha lasciato una piazza entusiasta e soddisfatta, inserendosi perfettamente nel contesto del festival.

Per stasera, penultima serata, i protagonisti sarano i Beady Eye, la band formata dall’ex frontman degli Oasis Liam Gallagher, preceduti alle 19.30 da Cold Committee e Blastema.

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