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Il Gulasch non si cucina da solo

Giuseppe Govinda 10 maggio 2012 L'isola di Govinda, Mondo, Ungheria Commenti disabilitati su Il Gulasch non si cucina da solo

Sei proprio un fannullone Denver. Tutti i giorni quando prepariamo la cena, ti chiedo di aiutarmi e tu che fai? Giochi con le farfalline. L’altra sera ad esempio quando ho cucinato il Gulasch ho dovuto fare tutto io. Il gulasch, che in ungherese si dice gulyás, è una zuppa che i gulyások (i mandriani, da gulya cioè mandria) cucinavano dentro un grande paiolo, messo su di un fuoco di legna all’aperto. Questo piatto consiste in una sostanziosa minestra a base di carne, lardo, soffritto di cipolla e carote, patate e paprica che rappresenta l’ingrediente principale. Dovevamo comprare la carne e alla fine, non trovando il supermercato dell’Isola aperto, abbiamo aggiunto i würstel con un risultato che ha soddisfatto entrambi.

Il pomeriggio dopo pranzo era passato in fretta grazie alla musica dei Beatrice. Nel 1969 fu in Ungheria la prima rock band composta da donne. Poi col tempo e precisamente un anno dopo le cose e la formazione cambiarono: Nagy Ferò divenne il leader indiscusso del gruppo. Il loro sound era un punk rock aggressivo, i testi criticavano il duro sistema socialista di quegli anni e divennero popolari tra i giovani operai. Ferò si divertiva a fare satirici e aggressivi monologhi e si definiva Roach of the Nation. Tra le loro canzoni più famose ci sono Nagyvárosi farkas (Big City Wolf) e Beatrice Blues. Ferò come Ozzy Osburne mangiava uccelli vivi e faceva rituali pagani sul palco.

Dopo esserci rimpinzati di gulasch, ho aspettato che Denver andasse a dormire e ho guardato un film di Miklós Jancsó intitolato Vizi privati, pubbliche virtù pellicola questa molto criticata e censurata. In Italia il film fu sequestrato per ben due volte, mentre il regista e Giovanna Gagliardo, sceneggiatrice, furono processati e condannati in primo grado peroscenità e poi assolti nei gradi successivi di giudizio (che casino inutile). Ha diviso la critica: da una parte c’è chi lo ritiene un film commerciale, dall’altra c’è chi lo definisce un elogio ai vizi e al falso moralismo della borghesia.

Il mio caro amico dinosauro dovrebbe capire che – come scriveva Váci Mihály grande poeta ungherese: “Non basta volere, agire si deve. Non basta la buona volontà, ci vuole l’intelligenza!”. Cioè quello che voglio dire, le cose non cambiano se stiamo fermi, il gulasch non si cucina da solo

Parliament Hungary

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