lunedì, settembre 26, 2022
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I falsi liberatori del conflitto tra Russia e Ucraina

Analizzando queste prime settimane del nuovo conflitto tra Russia e Ucraina ho notato quanto l’opinione pubblica sia quasi unanimemente d’accordo nel condannare Putin. Partiti politici e personalità che in passato durante altre guerre non avevano mai speso una parola di conforto e empatia per le nazioni attaccate, sono adesso in prima linea. Il machiavellico Matteo Salvini, che tempo fa si professava un grandissimo sostenitore di Putin, come quando andò a Mosca o al parlamento europeo facendosi fotografare con una T-Shirt dedicata all’ex agente del kgb, ha persino raggiunto il confine tra Polonia e Ucraina, professando la sua volontà di aiutare le popolazioni… Non gli è andata benissimo, visto che è stato subito smascherato da un politico locale, come mostra questo imbarazzante video.

All’inizio ero un po’ disorientato. Mi sono detto: “È normale che ci sia una maggiore apprensione, dal momento che l’Ucraina si trova molto più vicino a noi rispetto allo Yemen, ad esempio”. Poi però ho scoperto che il fervore di Salvini, di politici di destra e personalità famose non era una semplice conversione al pacifismo. Me ne sono accorto qualche giorno fa quando ho visto su twitter il video di una scuola elementare di Napoli, in cui dei bambini “rifugiati” ucraini venivano accolti calorosamente dai maestri e dai compagni. Applaudivano, erano felici. Qualche secondo dopo, sempre su twitter trovo uno striscione creato in una città del nord Italia, con su scritto le coordinate di Napoli indirizzate ai Russi, come a dire “sapete dove bombardare”. In Italia ci sono stati molti eventi di solidarietà. Dalla Campania ce lo potevamo aspettare, ma da altre regioni no. Come riportato anche da Forbes la regione Veneto ha attivato un modulo online per l’aiuto ai rifugiati ucraini. Ho subito pensato: “come mai una cosa del genere non l’ho mai vista, soprattutto in Italia del nord, sui rifugiati Siriani?”.

I battaglioni neonazisti

Lo sappiamo, anche in Italia l’esercito ha in generale quel forte e disgustoso sapore fascista e chi conosce militari sa benissimo che gente sono, ma in Ucraina la situazione negli ultimi anni è diventata sempre più esasperata. Gruppi nazisti si sono costituiti durante e dopo la guerra del 2014 che portò alla cessione della Crimea. Il più famoso è il Battaglione Azov che trae origine da Andriy Biletsky un ex-militare noto come “Führer bianco” (co-fondatore dell’Assemblea Social-nazionale la cui missione è la protezione della razza bianca creando un sistema di “nazionecrazia” antidemocratico e anticapitalista”). Il battaglione è inserito nella Guardia nazionale dell’Ucraina sotto la giurisdizione del Ministero degli interni. Secondo un rapporto OCSE del 2016 il battaglione Azov è responsabile dell’uccisione di massa di prigionieri, di occultamento di cadaveri e torture.

Vediamo quindi che quando Putin dice che vuole “denazificare” la zona non ha tutti i torti. Il problema è che gli ideali di battaglioni come l’Azov, sono intrinsechi anche nella politica del perenne presidente Russo, come ad esempio la questione dei diritti per il mondo LGBT. C’è il pericolo che il gruppo “mercenario” volti le spalle al governo Ucraino nel momento in cui capirà di avere più in comune con la Russia che con il mondo Europeo.

Smascherare i falsi liberatori, i falsi pacifisti sarà una delle sfide più difficili dei prossimi mesi. Il fatto poi che il governo stia incrementando del 2 per certo le spese militari, ci fa capire che i “profeti” che nelle tv e nei giornali si occupano della pace in Ucraina, vogliono in verità portarci a un nuovo conflitto. Ma ricordate: la guerra non si ferma con la guerra.

In copertina Cyber Marian.

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