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“Fassbinder – Jetzt” al Martin-Gropius-Bau

Giuseppe Govinda 9 maggio 2015 Discovering Berlin, L'isola di Govinda, Notizie dal Polo Commenti disabilitati su “Fassbinder – Jetzt” al Martin-Gropius-Bau

Fassbinder Jetzt locandina berlinoA pochi giorni dall’uscita del film Fassbinder di Annekatrin Hendel, il Deutsches Filmmuseum di Frankfurt am Main ha realizzato in collaborazione con la Rainer Werner Fassbinder Foundation, la mostra “Fassbinder – JETZT” dal 6 Maggio al 23 Agosto 2015 al Martin-Gropius-Bau di Berlino, in occasione del settantesimo compleanno di Rainer Werner Fassbinder che cadrà il 31 Maggio.

Installazioni foto, video e manoscritti originali (lettere, sceneggiature, storyboard) documentano il lavoro di messa in scena del regista e del suo team. Inoltre è possibile toccare quasi con mano gli effetti personali di Fassbinder. Ad esempio vi è il giubbotto di pelle del regista, lo stesso che indossò nella famosa scena del ballo nel film Rio das Mortes. Inoltre le citazioni non mancano: “Vorrei costruire con i miei film una casa. Alcuni film sono la cantina, altri le mura, e altri film sono le finestre. Spero che alla fine, sarà veramente una casa”.

All’inaugurazione era presente anche Juliane Lorenz, l’ultima compagna di Fassbinder e fondatrice della Fassbinder Foundation la quale ha rilasciato diverse interviste.

Una delle stanze più emozionanti è quella in cui sono collocati i costumi curati da Barbara Baum. Come quello di Hanna Schygulla nel film Lili Marleen, e di Barbara Sukowa nel film Lola. “I costumi nei film di Fassbinder dimostrano le posizioni e lo status sociale dei personaggi, così come i loro desideri e le loro contraddizioni. Quando la prostituta di alta classe Lola si innamora dell’imprenditore von Bohm, cambia il suo abbigliamento con un innocente vestito.” Lola si dimostra così, non meno Naive, ingenua, di molti altri personaggi del cinema fassbinderiano.

Rainer Werner però è riuscito più di ogni altro a descrivere gli ultimi cento anni di storia Tedesca. Dal periodo pre e post nazismo, e quindi alla nascita del nazional socialismo, fino agli anni a lui contemporanei. Soggetti universali volti a creare una sorta di melodramma europeo (come da lui dichiarato, iniziò a voler fare cinema quando da ragazzo guardò decine e decine di film di Douglas Sirk e registi simili): lui fece di più, ai temi tipici del melodramma hollywoodiano come relazioni personali e affettive, esclusione degli outsiders, amore e rapporti di amicizia, riuscì ad aggiungerei anche la critica alle strutture sociali, come quella al capitalismo.

La seconda parte della mostra è costituita da opere video, teatrali e fotografiche che prendono spunto da Fassbinder. Come l’opera di Rirkrit Tiravanija intitolata Il capitalismo mangia l’anima. Ma anche opere di Ming Wong, Runa Islam, Tom Geens, Maryam Jafri, Olaf Metzel, Jeroen de Rijke/Willem de Rooiji, e Jeff Wall. Dimostrando continuità tra il nostro presente e quello degli anni ’60 e ’70, e dando una chiave di lettura contemporanea alle opere di Fassbinder.

Fassbinder JETZT Martin-Gropius-Bau Berlin

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