domenica, aprile 5, 2020
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Etichetta metropolitana: Shanghai vs Milano

Leonardo 25 novembre 2011 Compresse Commenti disabilitati su Etichetta metropolitana: Shanghai vs Milano

Vivendo e avendo vissuto in città con limitata estensione territoriale e poca modernità (Pisa e Firenze) non ho mai goduto dei benefici di una comoda metropolitana. L’ho ovviamente sempre usata nei miei viaggi fuori Italia e ne ho fatto un uso abbondante nei miei sei mesi a Shanghai. Al rientro in Italia, e a Pisa, mi sono facilmente riabituato agli spostamenti a piedi, ma in questi giorni a Milano ho riprovato le “ebrezza” della metropolitana. Ero rimasto positivamente impressionato da quella di Shanghai per la sua straordinaria capillarità e modernità sul lato organizzativo ma mi ero sentito “violentato” per la costante folla e il disordine sul lato umano.  Non appena  ho visto la grande M rossa a Milano non ho resistito e sono sceso per una prova..sorprendente!

Certo, è decisamente meno affollata di quella di Shanghai ma, incredibilmente, il rischio percepito di scontri con altre persone è più alto. Mi pare che i milanesi siano molto più frenetici dei cinesi. Forse è dovuto ad un fatto di spazi. Le stazioni principali di Shanghai nelle ore di punta erano affollate in un modo difficilmente immaginabile per chi non è stato in Cina a toccare con mano quel miliardo e 300 milioni di persone sempre più concentrate in centri urbani. La fiumana (l’interpretazione verghiana* è contrastante) di gente che in modo disordinato si muove dalla linea 2 alla linea 8 in People’s Square non ha niente a che vedere con quella di Centrale FS che lascia spazio a sinistra della scala mobile per passare. Al tempo stesso però i “milanesi” che corrono nei sotterranei sembrano molto più stressati dei cinesi ai quali così spesso rimproveriamo di lavorare troppo e a orari impossibili.

Quando però si arriva ai treni la situazione si distende e, nel confronto italo cinese, la relazione si inverte. Chi ha provato a prendere un mezzo pubblico in Cina lo sa bene: non esistono file ordinate! Esiste solo un ammasso di persone che con qualche spinta e senza alcun rispetto dell’ordine di arrivo si fanno spazio verso le porte aperte. Gli indicatori di fermata e le frecce che segnalano il punto esatto in cui le persone usciranno dal treno e indirizzano ai lati gli entranti non sono altro che formali espressioni di ordine e organizzazione il cui tradimento caratterizza gran parte della quotidianità cinese. A Milano invece si riscopre l’abitudine di dare la precedenza a chi deve scendere dal treno aspettando ai lati delle porte. Un godimento dopo sei mesi di incomprensione, pestature di piedi, sequenze illogiche.

E qui siamo solo in Italia.

Sarei curioso di riprovare la cortesia inglese della metro di Londra

 

 * si ringrazia l’editor Margherita Martelli per le rimembranze letterarie

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