sabato, giugno 6, 2020
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Eros, Thanatos & Prévert

Martina 7 maggio 2012 Recensioni Commenti disabilitati su Eros, Thanatos & Prévert

Eros, Thanatos & Prévert


Recensione dello spettacolo in scena al Teatro Magnolfi di Prato il 2 maggio 2012

Portare la poesia in teatro comporta sempre una certa dose di rischio. Non è facile comporre un recital convincente con una linea narrativa sensata senza annoiare il pubblico.
In Eros, Thanatos & Prévert Roberto Carlesi ci prova, aiutato dalla innata dimensione orale delle poesie di Prévert, riuscendoci però solo parzialmente.
Il miglior espediente registico dell’intero spettacolo si verifica nell’incipit: gli attori, sparsi per la platea sussurrano le parole di Prévert alle orecchie degli spettatori, quale modo migliore può esistere per far vivere la poesia?
Per il resto, la sequenza dei brani sembra avere senso solo fino ad un certo punto dello spettacolo, avvicinandosi alla fine risulta faticoso seguire quel che dicono gli attori, probabilmente se lo spettacolo si fosse fermato prima sarebbe riuscito meglio.
Per quanto riguarda gli attori, poche sono le parole da spendere, si tratta di non professionisti (almeno speriamo), la cui dizione inesatta e il vistoso gesticolare non giovano alla riuscita dello spettacolo. Una nota a favore delle due ragazze, Martina Saetta e Veronica Natali, un po’ più convincenti degli uomini.
In generale la “verve interpretativa”, volta ad esaltare i versi più ironici o violenti, nello scorrere dello spettacolo diventa stucchevole e appare ripetitiva.
Per quanto riguarda gli elementi scenici; sono pochissimi e non sembrano importanti, piuttosto appaiono superflui.
L’accompagnamento musicale, abbinato alle parole di Prévert riesce a trascinare lo spettatore nella catarsi che solo la poesia può suscitare, insieme riempiono la mente e lasciano riflettere.
Tuttavia la posizione dei musicisti (probabilmente dovuta al ristretto spazio in scena), in platea alla destra del palco, rafforzava la sensazione di “home made” percepita per tutto lo spettacolo. Probabilmente sarebbe stato meglio usare delle registrazioni o cercare di posizionare i due strumentisti dietro le quinte, per attenuare la dicotomia straniante tra scena e duo musicale.
La dedica di questo spettacolo a Daniela Guarducci ed al ricordo degli anni del Teatro Studio al Metastasio, resa nota da Paolo Magelli e da Roberto Carlesi stesso in preludio allo spettacolo, dà senso all’aura di affetto e di familiarità percepibile tra il pubblico fin dall’ingresso in teatro e, in definitiva, anche a questa rappresentazione.

Martina Agnoletti

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