sabato, gennaio 22, 2022
#RadioUniversitariaPrato

DVD e censura cinematografica

Leonardo 25 ottobre 2011 Compresse Commenti disabilitati su DVD e censura cinematografica

Mi ritrovo sempre a parlare di censura. Non so perché. Forse perché dopo un po’ che sei in Cina l’uso del vpn, il non navigare liberamente, il non trovare le informazioni che cerchi al primo colpo, ti logora e ti innervosisce. A rincarare la dose ci pensano gli amici cinesi che fanno finta di niente e scrollano le spalle. Ma questa è casa loro, e certamente la situazione la capiscono meglio loro di me.

Tutto però è incredibilmente aggirabile se si vuole. Ai siti internet bloccati ci si accede tramite vpn (anche se lento), i libri banditi si trovano tranquillamente in vendita online e i film vietati li puoi comprare ad uno dei dvd shop a un prezzo tra i 5 e i 20 RMB.

La situazione è talmente anomala che su taobao, l’ebay cinese, ho comprato (si insomma….me lo son fatto comprare) il libro da cui è stato tratto il film “The social network” che, come sappiamo, parla della storia di facebook. Nel mio parco DVD invece, (ora devo capire come fare a portare a casa tutti i film comprati senza finire in carcere), si trovano diversi film formalmente vietati in Cina. Il divieto però riesce ad imporsi soltanto nella distribuzione nelle sale cinematografiche, mentre appena scaricabile online, ogni film diventa immediatamente disponibile anche nei dvd shop dove, masterizzato ma con copertina/custodia/ecc…, viene messo in vendita senza problemi. E non sono dvd shop nascosti o bancarelle che vengono smantellate in fretta e furia quando arriva la polizia (oddio in certi casi si, ma una minima parte). Sono negozi a tutti gli effetti, dove ci si possono trovare film come “Balzac e la piccola sarta cinese” regia cinese per una storia ambientata durante la Rivoluzione Culturale, “Summer palace” vietato per i nudi frontali nelle scene di sesso ma più probabilmente per i retroscena delle proteste in Piazza Tiananmen, “Chung Kuo, Cina” storico documentario del nostro Antognoni ritenuto offensivo, “The passion of the Mao”, biografia satirica di Mao. The Departed è un altro dei film disponibili in DVD la cui proiezione era stata a suo tempo vietata nelle sale cinematografiche. Il motivo? C’è la scena in cui i cinesi acquistano i chip dalla banda di Nicholson per usare armi nucleari su Taiwan, nota provincia della Cina o stato indipendente, a seconda dell’interlocutore.

Ancora più curioso è stato trovarci “Cenci in Cina”, film italiano di risibile qualità sulla crisi del tessile a Prato e l’avvento dei cinesi, per una volta però in chiave non del tutto negativa. Ma che cavolo ci fa questo film in un buco di negozio in una periferia di Shanghai quando i film italiani reperibili sono in tutto una ventina? Probabilmente i distributori scelgono cosa masterizzare e disperdere sul territorio in base a parole chiave, in questo caso la traduzione in italiano di Zhong Guo…Cina.

 

Like this Article? Share it!

About The Author

Comments are closed.