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Bonjour Tristesse – si fa per ridere, ovviamente!

Giuseppe Govinda 13 maggio 2012 L'isola di Govinda, Mondo, Portogallo Commenti disabilitati su Bonjour Tristesse – si fa per ridere, ovviamente!

È impressionante il contributo culturale e linguistico che il Portogallo ha dato al mondo. A pensarci bene non è una nazione immensa, dico dal punto di vista chilometrico. Eppure ha sfornato grandi cose. Uno di questi è Fernando Pessoa, considerato uno dei poeti più rappresentativi del xx secolo, grande quasi quanto Luís de Camões. Saltando gli elogi e le “definizioni” che mi sanno di saggio accademico, volevo soffermarmi su una poesia intitolata Amo tutto ciò che è stato. Un naufrago come me, immerso nel silenzio per certi versi angosciante della natura non può che amplificare il ricordo delle cose passate… Potrei passare ore e ore a dire quanto sia stato sfortunato a capitare qui, ma piangermi addosso è una caratteristica che non mi appartiene. Se aggiungiamo che la poesia del mio collega-patatone Pessoa mi aiuta a essere quello che sono, allora il gioco è presto che spiegato.
A prima vista il titolo potrebbe sembrare cibo per piagnucoloni… Basta leggerla per accorgersi che il messaggio è un altro:

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

Il passato qui non è rappresentato dalla solita lamentela “ohh mammina come son belli i tempi che furono.. come si stava bene.. eravamo tutti giovani e felici” il passato è piuttosto un motivo di reazione. Parafrasando, Fernandino dice: “è bello ciò che è stato, ma è ancora più bello poter vivere e godere della propria esistenza in un nuovo giorno, in una nuova forma”.

Camminando in giro per l’Isola delle Rose mi sono ritrovato a Berlino, nel quartiere fichissimo di Kreuzberg dove c’è un edificio molto bello e per niente barocco. È stato progettato dall’architetto Alvaro Siza – un altro importante contributo portoghese. Questo palazzo si chiama Bonjour Tristesse… triste, grigio, quasi piatto – se non fosse per la linea curva del tetto – presenta una simpatica e ironica scritta in stampatello e stilisticamente opposta al rigore prospettivo dell’insieme, da cui prende il nome e da cui è possibile intravedere il cielo attraverso un buco posto al centro delle due parole.
Non so se riesco a spiegare bene, ma ammirare dal vivo questa costruzione è un’emozione unica.

Tristezza e disperazione sono rappresentate da Amalia Rodrigues la più grande interprete del Fado che su questo genere tanto simbolico disse: «Non sono io che canto il fado, è il fado che canta me». Non so se darle torto o ragione però le tragiche vincente raccontate dalle sue canzoni dopo un po’ mi stancano e decido di rilassarmi con qualche piacevole e meno drammatica canzone di Sara Tavares. Il suo pop/folk è un mix positivo per qualsiasi momento della giornata.

Ascolta Amo tutto ciò che è stato di F. Pessoa letta da Govinda!

Porto Praca General H Delgado Av dos Aliados

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