sabato, dicembre 4, 2021
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Ali di Squid Game e il fallimento dell’integrazione

C’è un personaggio della nuova serie Netflix coreana Squid Game che mi ha colpito molto. Abdul Ali, l’immigrato pakistano. Se non hai visto ancora la serie ti consiglio di farlo perché questo articolo contiene spoiler. Dicevo, Ali, interpretato da Anupam Tripathi è un personaggio molto interessante. Mentre tutti i partecipanti al gioco sembrano dei perdenti, dei falliti, dei poco di buono, Ali è l’unico bravo ragazzo. Un lavoratore, che non sembra avere vizi, anzi, è praticamente uno sfruttato: il capo non lo vuole pagare ma la moglie sembra comunque amarlo lo stesso, sembrano una piccola famiglia unita. Facciamo un confronto con gli altri giocatori.

Seong Gi-hun (Lee Jung-jae) vive sulle spalle dell’anziana madre, le ruba i soldi per andare a giocare ai cavalli, è separato ed ha un cattivo rapporto con la sua ex. È braccato da degli strozzini e durante il gioco, anche se a malincuore si approfitta della senilità di Oh Il-nam (Oh Yeong-su).

Cho Sang-woo (Park Hae-soo) è un ladro, un cattivo investitore, è un bugiardo. Fin dall’inizio del gioco cerca di affossare subdolamente gli altri e verso il finale prende letteralmente in giro Ali decretando la sua morte.

Kang Sae-byeok (HoYeon Jung), una disertrice nord coreana vicina alla malavita locale, che tra l’altro ruba i soldi della vincita dei cavalli a Seong Gi-hun.

Jang Deok-su (Heo Sung-tae) che fuori dal gioco è un membro di una gang. Dopo aver cercato di rubare i soldi ai suoi soci, viene consegnato alla mafia filippina, è lui che fa? Accoltella a morte – per vendicarsi – l’ormai ex collega e deve buttarsi da un ponte per sopravvivere. Insomma un criminale che continua ad esserlo anche dentro il gioco quando ad esempio ruba il cibo agli altri partecipanti e picchia morte uno di essi.

Su Han Mi-nyeo (Kim Joo-ryung) si sa poco, sappiamo che in modo molto patetico, quasi da sanguisuga, si avvicina sempre a quelli che secondo lei sono i forti del momento, perché in fin dei conti sa di avere pochi neuroni in testa. Una parassita.

Come abbiamo appena visto Ali è l’unico ha non avere colpe. Per tutto il gioco è il più socievole, non cerca di uccidere nessuno, e non imbroglia mai. C’è una scena molto emblematica all’inizio, durante “un, due, tre, stella”, in cui salva persino la vita del nostro protagonista Seong Gi-hun. Infine possiamo dire che l’unica colpa di Ali è quella di essere nato nel posto sbagliato, nella famiglia sbagliata, di essere poi emigrato e di aver trovato una nazione sfruttatrice che non solo non lo ha arricchito, ma lo ha portato alla morte. È la metafora dell’integrazione fallita, non per suoi demeriti, ma perché la società che avrebbe dovuto accoglierlo non ha voluto credere in lui.

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