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Pink a Londra: The Truth About Love Tour

Leonardo 1 maggio 2013 Alla Radio, Terza Pagina Commenti disabilitati su Pink a Londra: The Truth About Love Tour

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24 Aprile 2013

Londra. Il sole splende su questa bellissima città, e dopo una mattinata passata in giro tra le strade di Camden Town, Notting Hill e Kensington Gardens, mi dirigo verso il London Eye da dove parte alle 16.45 il river bus. Direzione: O2, North Greenwich, per assistere alla prima tappa londinese del tour “The Truth About Love” di Alecia Beth Moore, in arte, P!nk.

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pearl jam

Non c’è neanche bisogno di sentire l’annuncio della fermata,  l’arena O2 si riconosce eccome. Appare come un grandissimo tendone bianco, il tutto tenuto in piedi da enormi pilastri gialli. Scesa dalla barca mi avvicino per cercare il box office e ritirare il mio biglietto. Impossibile non notare le gigantografie che immortalano gli artisti che si sono esibiti all’O2, e che rivestono le pareti esterne dell’arena. Il primo gruppo che noto ovviamente è il gruppo dei Pearl Jam – che amo alla follia – e di fatti ci scappa anche una simpatica foto.

Ritiro al box office il mio biglietto e noto con estremo piacere che è ben diverso dai biglietti distribuiti in Italia che appaiono semplici e minimali, per tutti gli eventi uguali. Sul biglietto di Pink c’è una delle sue ultime foto promozionali, le scritte che riprendono lo stile grafico dell’album e il tutto è su fondo rosso e rosa.

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biglietto

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menù

Prima di entrare effettivamente dentro l’arena faccio un giro tra i corridoi dell’O2, abbelliti con alberi e siepi.  Il tutto sembra un centro commerciale, bello e curato. Ci sono bar, ristoranti, un cinema, il museo della musica pop e un grandissimo stand che distribuisce il merchandising ufficiale della cantante. Molto carino è  il fatto che nei locali ci sia la musica di Pink e sugli schermi i suoi videoclip musicali, per non parlare che all’esterno di essi  si trovi  esposto un menù molto particolare: su questo non c’è solo la foto di Pink e le scritte rosa, ma i cocktail serviti prendono i nomi delle sue canzoni.

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spirito guida

E’ quasi giunta l’ora ed entro nell’arena. I controlli sono velocissimi! Non si forma nessuna fila, le indicazioni sono precise e in un batti baleno sono già al mio posto pronta per godermi il concerto. Sul palco si stanno esibendo gli Walk the Moon, band spalla per le date inglesi di Pink. Ascoltatevi qualche loro canzone, sono molto validi.
Le ore 21 si stanno avvicinando, gli Walk the Moon hanno lasciato il palco, e la mia emozione sale. Tra il pubblico si aggira un personaggio alquanto curioso: sembra Beetlejuice con un abito da sera, con tanto di glitter, e proprio come Beetlejuice infastidisce chiunque abbia accanto. E’ possibile seguire con facilità le sue gesta attraverso gli schermi e il pubblico si lascia andare in grasse risate. Sale sul palco, continua a scherzare con qualche battuta e ci svela che lui è il nostro spirito guida ma non solo: ci dice che il concerto sta per iniziare e ci fa intendere che Pink è tra il pubblico. Sugli schermi appare Pink seduta su una poltroncina degli spalti, con la gente intorno che applaude e urla. Il pubblico cerca di capire dove si trovi, tutti si guardano intorno, l’agitazione sale, le luci si abbassano… Parte “Raise Your Glass” ed ecco Pink che si cala dall’alto del palco, tutta imbracata, che volteggia in aria insieme ai suoi ballerini.

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pink che vola sul palco

Il nostro spirito guida ci ha fatto prendere un bel colpo!  Dire che la scenografia è pazzesca è dire poco. Per non parlare di lei, con i suoi meravigliosi costumi che volteggia in aria e che si lascia andare in acrobazie spettacolari, tanto da far trattenere il fiato a tutto il pubblico. Incredibile è il fatto che questo non abbia danneggiato nemmeno un po’ alla sua esibizione canora.

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fucking perfect e who knew

Inoltre balla sciolta e disinvolta, dentro di sé ha un’energia esplosiva che ha scatenato sul palco soprattutto durante le esibizioni di “U+Ur Hand”, “Trouble”, “Slut Like You” e “Are We All We Are”, ed è proprio quest’ultima canzone che ha introdotto lei personalmente, suonando una piccola batteria spuntata da sotto il palco –  la batteria però non è l’unico strumento che ha suonato: si è esibita anche con il pianoforte, con tanto di abito lungo – .
Canta divinamente. Ha una voce così potente da entrarti dentro e graffiarti  l’anima. Molto toccante è l’esibizione, accompagnata dalla sola chitarra, di “Fucking perfect” e “Who knew”, in quel momento si è percepita una grande emozione nell’arena, che è trasparita  tutta dagli occhi della cantante.

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pink al pianoforte in abito lungo

Molto bella è anche l’esibizione di “Sober” dove lei ed isuoi ballerini si esibiscono dentro e fuori una sfera, lasciandosi andare in affascinanti acrobazie senza alcuna protezione, con solo dei materassi appoggiati sul palco. Particolare il momento in cui Pink canta comin’ down comin’ down comin’ down, spinnin’ ‘round spinnin’ ‘round spinnin’ ‘round e la sfera con dentro la cantante inizia a girare vorticosamente.

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pink nella sfera con i ballerini

Non mancano i singoli dell’ultimo album, che dà il nome al tour, “The Truth About Love”, e sto parlando di “Blow Me (One Last Kiss)”, “Try” – che ha ballato con Colt Prattes, il ballerino del videoclip della canzone, riproponendo sul palco la mossa coreografica del  video, che evidenzia la forza meccanica del corpo -, e l’ultimo singolo uscito “Just Give Me A Reason” feat. Nate Ruess , cantante dei Fun, che durante il concerto appare sugli schermi duettando insieme a Pink, palesemente molto emozionata durante la canzone, così come il pubblico – quella di “Just Give Me A Reason” è stata un’altra esibizione molto toccante -.

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pink con colt prattes come nel video di try

Inoltre c’è anche un rimando al passato: infatti abbiamo assistito ad un mashed up di “Most Girls / There You Go / You Make Me Sick”, preceduto da un video trasmesso dagli schermi che ha fatto rivivere gli esordi di Pink. Il tutto si è concluso con l’esibizione di “So What”, la più spettacolare. Solo lei sul palco, da dove è partita tutta imbracata per poi salire e volteggiare letteralmente in aria su tutto il pubblico dell’arena, raggiungendo anche gli spalti più alti! C’è stato un momento in cui si trovava al centro della platea e mentre cantava il verso You let me fall è precipitata in caduta libera per poi riprendersi solo sul finale, sfiorando le mani che il pubblico le tendeva.

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pink e i suoi muscoli

E’ stato bellissimo. Il concerto più spettacolare che ho visto finora. Lei è incredibile… Non solo ha cantato e ballato ma ha coinvolto anche il pubblico. Rideva, scherzava, si è lasciata scattare foto con i più fortunati che erano sotto il palco, ha accettato i loro regali, ha firmato autografi e ad un certo punto quando si stava ricomponendo sullo sgabello per rimettersi a cantare, qualcosa la distrae,  si riavvicina verso il pubblico e si lascia scappre: “Ehm…no scusate, o mio dio ma è bellissimo!”  prende un foglio e lo alza in aria per farlo vedere a tutti. Era un suo ritratto che un fan le aveva fatto. Parte l’applauso del pubblico per il ragazzo e lei autografa il disegno facendogli ancora i complimenti.

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pink con un simpatico cappello che un fan le ha lanciato sul palco

Si è respirata davvero una bella aria. Pink, il gruppo di ballo e i musicisti, erano tutti coesi, amalgamandosi perfettamente l’uno con l’altro. Sembravano veramente una grande famiglia.
Dopo i saluti, le luci si abbassano e sugli schermi parte un video con la musica di “The Truth About Love”, altra traccia dell’omonimo album. Il video riguarda vari frammenti delle prove fatte negli studios di Los Angeles per la realizzazione di questo incredibile tour. Vediamo Alecia in tuta che lavora con i musicisti e il corpo di ballo, che si allena con le funi e gli elastici, e che gioca insieme alla sua piccola Willow, che viene coccolata anche dal padre.

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visione laterale del palco

Dopo la fine del video le luci si accendono e dalla regia fanno partire la celebre canzone “All you need is love” dei Beetles, perfettamente in tema con la serata. Esco dall’arena e qualche goccia di pioggia scende lieve sulle migliaia di persone che ci sono, completando perfettamente l’atmosfera idilliaca del quadretto, quasi a voler concludere una sorta di rito purificatorio.
Io mi dirigo frettolosamente verso la barca, ma prima un ultimo saluto a Eddie, promettendomi che quello dei Pearl Jam sarà il mio prossimo concerto.
La barca salpa. l’O2 piano piano si allontana e io mi godo Londra illuminata dalle luci della notte, con in mente un solo pensiero: “The Truth About Love”.

fine

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