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5 caratteristiche rilevanti sulla serie TV Californication

Giuseppe Govinda 28 febbraio 2017 L'isola di Govinda Commenti disabilitati su 5 caratteristiche rilevanti sulla serie TV Californication

P R E M E S S A: Se non avete visto Californication, è bene che voi sappiate che l’analisi qui di seguito contiene spoilers sulla famosa serie televisiva prodotta da Showtime, in streaming anche su Netflix.

Nell’universo delle serie tv del ventunesimo secolo c’è una caratteristica che sembra non debba mai mancare: rappresentare i diversi orientamenti sessuali non tradizionali e le rispettive identità di genere in modo seducente. È come se tutte le nuove serie vogliano assumere un valore politicamente a favore del mondo Queer. Facciamo qualche esempio: nella serie The OA tra i protagonisti c’è un personaggio molto giovane di nome Buck Vu (Ian Alexander), che è un bambino transessuale; nella nuova Riverdale, dopo appena cinque minuti ci imbattiamo nel bel gay Kevin Keller (Casey Cott); poi c’è Orange is the new black, be’ lì sono quasi tutte lesbiche, c’è pure una transessuale; in The Walking Dead abbiamo il fedele Aaron a rappresentare i gay, e la simpatica Tara per le lesbiche… Potrei continuare per ore e ore.

Ma c’è una serie che si mette fuori da questa logica buonista e scontata. Stiamo parlando di Californication, in cui di gay, lesbiche e trans simpaticissimi e da emulare, non ce ne sono. In tutte e sette le stagioni che ho visto, ho trovato pochissimi rappresentati del mondo LGBTI: uno è lo scrittore/professore Richard Bates (Jason Beghe) il quale ha seri problemi d’alcol ed è un vero pazzoide; l’altra è Terry (John Madison Tye) la donna queer giustizialista, superficiale e antipatica che deve sempre giudicare negativamente Hank per il suo passato; e poi l’attore Eddy Nero (Rob Lowe) il quale ammette di fare pompini e di aver fatto la cacca sulle donne con cui ha avuto rapporti sessuali. Tutti e tre sono trasversali – o più semplicemente strani – come d’altronde la parola Queer vuole quasi significare, e non sono delle rappresentazioni positive. Inoltre, accade qualcosa che nelle serie attuali, schiave del “political correct” verso la teoria gender e colpevoli di svalutare l’importanza delle lotte LGBTI, è quasi del tutto scomparsa: si utilizzano le parole “checca”, “pansessuale” e “bisessuale” negativamente, e ci si prende gioco delle queer, l’unica queer della serie, per quel suo aspetto fuorviante. Che sia ben chiaro, questa modalità di linguaggio risulta omofoba anche a me, però allo stesso tempo la trovo, come già detto, alquanto rara e per questo in un certo senso anche coraggiosa. Guardiamo i film di Tarantino pieni di sangue, odio, e morte ma non diventiamo tutti dei serial killer. Allo stesso modo possiamo guardare una pellicola come quella oggetto di questa recensione, senza dover per forza essere sessisti e discriminatori. Purtroppo oggi come nelle epoche passate, alcuni potenti o semplici cittadini, non capiscono che la produzione artistica è definita tale in quanto libera, varia, pluralista e sono portati a censurare qualsiasi espressione che va al di là del loro modo di vedere il mondo. Così facendo, pur essendo partiti da un ideale favorevole alle minoranze o ai ceti deboli, vanno a finire dall’altra parte della barricata: è la vittima che diventa carnefice. Ad esempio Facebook, a causa del suo codice contro le nudità ha perfino censurato il famoso quadro di Gustave Courbet L’origine del mondo del 1866.

Californication che come molti sanno è una serie incentrata sulle vicende dello scrittore Hank Moody (David Duchovny) e del suo rapporto con le due donne più importanti della sua vita, ovvero la moglie Karen (Natascha McElhone) e la figlia Becca (Madeleine Martin), e in cui il sesso rappresenta una fetta importante dello sceneggiato, possiede della caratteristiche che rendono il racconto più intelligente di quanto si possa credere.

Riguardo al sesso ci sono delle scene da interpretare nel modo seguente.

Nella terza stagione, all’episodio sei, Karen afferma di aver dormito con Bill (Damian Young), ma Hank non sembra abbattuto, e si percepisce quella pericolosa attitudine con cui si tende oggigiorno a sottovalutare un rapporto sessuale.

Non sembra esserci nessuna soluzione a questo atteggiamento nichilista nei confronti della carnalità.

Ancora nella terza stagione, la piccola e saggia Becca disperata, domanda al padre perché fosse andato a letto con tutte quelle donne sapendo che col suo atteggiamento avrebbe fatto del male alle persone che ama. Lui risponde, che ha iniziato tutto con i migliori intenti e quello che ha fatto è stato solo per far sentire bene quelle donne che avevano bisogno di essere “amate”.

Il rapporto con la bravissima attrice che interpreta la figlia, si snoda per tutte e sette le stagioni. Nella quarta, all’episodio undici, Becca preoccupata del fatto che Hank sia stato giudicato colpevole del reato di stupro, rivela al padre il suo desiderio di avere una famiglia come tutte le altre, di avere insomma una vita “normale”. Qualche scena dopo le parole di Becca si sviluppano nella mente sognante di Hank, il quale dopo aver incontrato la prostituta Trixie (Judy Greer), con cui aveva avuto dei rapporti di amicizia nelle passate stagioni, si appoggia sue gambe. La prostituta gli domanda se vuole far l’amore con lei, ed Hank le risponde “ti andrebbe se ti pago solo per stare qui tranquillo?”. Chiude gli occhi e sogna di essere un padre normale: il sogno descrivere un Hank che si sveglia al mattino, va al lavoro, dice le cose “giuste”, si atteggia da padre e marito modello. Il filmato è in bianco e nero e anche i vestiti così la musica ricordano gli anni 50-60, lo stile in cui i protagonisti del sogno si atteggiano è pure scherzoso: come se i creatori di Californication volessero dirci che ormai quel modello di famiglia, quello perfetto e monogamo, sia solo un evento del passato e non ha niente a che vedere con la nostra contemporaneità. Quel tipo di matrimonio è un cliché, noioso, fuori moda.

Una seconda caratteristica è la risata. Ci sono momenti in cui non si finisce mai di ridere – MOTHERFUCKERRR (i fan di Moody capiranno).

Un esempio fra tanti è l’episodio 12 nella stagione 4, quando Charlie Runkle (Evan Handler) viene accoltellato alla mano dalla ragazza che frequentava in quel periodo, dopo aver saputo che l’ex moglie e compagnia di molte avventure Marcy (Pamela Adlon), è incinta di lui piuttosto che di Stu Beggs (Stephen Tobolowsky), il ricco produttore avanti con gli anni con cui fa coppia. In questa scena ho riso per diversi minuti e ho pensato, per lo stile e per la musica a Woody Allen.

La serie creata da Tom Kapinos, già sceneggiatore di Dawson’s Creek, dà spazio anche a un terzo aspetto, ovvero alla tristezza e alla malinconia.

La sesta stagione, ad esempio, inizia in modo molto deprimente: Hank è di nuovo sprofondato in una depressione senza fine e autodistruttiva. Alla fine della quinta stagione, venne drogato e quasi ucciso da una donna psicopatica di New York, e a causa sua non riuscì ad andare all’appuntamento con Karen. Decide per fortuna di andare in re-hab, perché negli ultimi tempi aveva fatto sempre più uso di alcolici.

Come accennato all’inizio di questo articolo, la descrizione che si fa sul mondo omosessuale e, aggiungo adesso, sul femminismo in Californication, siamo alla quarta caratteristica, è per certi versi non compiacente.

Nella sesta stagione si inizia con l’idiosincratico atteggiamento verso il genere maschile. Karen incontra a casa delle amiche, tra cui la triste e sola scrittrice femminista Ophelia Robins. Parlano male contro gli uomini, dicono che sono degli animali e non hanno bisogno di loro per vivere. L’atto sessuale viene rinnegato. Da buone femministe di serie B (perché una buona femminista, sa che ci sono altri metodi per affermare la propria persona) preferiscono usare un vibratore anziché contribuire al piacere di un uomo – quando in verità quelli come Ophelia dimenticano che il sesso si fa in due, e quindi il piacere è di entrambi. Karen per fortuna però non abbocca alle insane idee della Robins, e queste femministe risultano essere rappresentate come delle pazze insensibili che dicono cose insensate. In una scena che mescola la comicità all’impegno sociale, Marcy spiega alla scrittrice che essere femminista non significa castrare gli uomini, ma imparare a coesistere.

In relazione all’omosessualità: Charlie, quasi sull’orlo del fallimento, pur di fare l’agente per un cliente molto conosciuto, dice di essere gay ripudiando la sua eterosessualità. In queste scene si mostrano gli omosessuali come dei disgustosi lobbisti, chiusi nel loro mondo, capaci di accogliere solo ed esclusivamente i loro simili. Nel telefilm, a differenza delle femministe, i gay sono ossessionati dal sesso e si incontrano usando una fredda Dating-App.

La quinta caratterista è l’amore.

All’episodio 6 Hank ritrova fede nel cosiddetto sentimento più nobile. Da una parte per una seducente e giovane ragazza amante della musica rock e dei musicisti. Dall’altra per la figlia Becca la quale cresce a vista d’occhio e deve fare i conti con i suoi comportamenti sempre più difficili da digerire.

Nell’ultima serie, la settima, si arriva al culmine di ciò che caratterizza Californication.

Nella parte finale del settimo episodio gli autori spiegano esplicitamente, forse una delle poche volte, cosa pensano dell’amore e del sesso: lo strambo Stu, è ancora molto innamorato di Marcy, ed offre un milione di dollari pur di passare una notte di sesso con lei. Charlie lo trova disgustoso e Marcy sembra essere in un primo momento d’accordo. I due personaggi, tra i più simpatici di tutto il cast, discutono a riguardo. Marcy chiede a Charles perché non fosse d’accordo, e lui risponde con quel suo visone da gattino ferito e insicuro: “non è così che sono fatti gli esseri umani”.

Il sesso quindi non ha un valore difficile da barattare, è piuttosto un gioco di Ovidiana memoria

Marcy decide successivamente che andare a letto con Stu non è poi una brutta idea, e il milione di dollari li farebbe diventare ricchi. Parlando con Charlie, afferma, cercando di convincerlo, che sarebbe solo un rapporto sessuale e che molto probabilmente troverebbe persino piacere, però gli spiega che l’importante è che lei sia innamorata di lui e non Stu.

Il sesso quindi non ha un valore difficile da barattare, è piuttosto un gioco di Ovidiana memoria, un modo per trarre godimento e perché no anche profitto, è come fare la pipì o mangiare un bel piatto di spaghetti. È solo un mezzo edonistico, materialistico, persino consumistico.

Ma veniamo ad Hank, che ha come sempre i suoi alti e bassi. Nella settimana stagione ritrova una serenità e una forza che sembravano persi in precedenza. Lo fa anche grazie a Julia (Heather Graham), la madre del suo primo bambino che non ha mai conosciuto per anni, e che si fa avanti grazie al figlio Levon (Oliver Cooper) un po’ cretinetto ma simpaticissimo.

C’è un dialogo poi che spiega la natura artistica di Hank. Sapete il sogno che fa con ricorrenza durante l’arco di tutte le stagioni il nostro eroe eterosessuale? Quello in cui va in chiesa a parlare con Gesù ma alla fine una suora finisce per fargli un pompino? Ecco, quel sogno diventa realtà ma non si conclude con un rapporto orale. All’episodio 9, quando Karen è all’ospedale, Hank parla con una donna nella cappella.

⁃Are you of any particular faith?

⁃I’m a writer. So I believe in sitting down, shutting my eyes, and hoping for the best.

Dopo qualche occhiata ammiccante, la scena finisce semplicemente lì. Sorprendente no?

Hank prende in mano la sua vita. Ha amato alla follia Karen, lei era sempre nei suoi pensieri, e vuole fare di tutto per renderla felice. Il bambino Hank matura un po’, e di fronte alle sciocchezze che gli amici intorno a lui fanno, si chiede con coscienza (e cerca di chiederlo agli altri, senza una risposta) “ma dove siamo finiti?”. Lui, Karen, Charlie e Marcy erano due coppie felici in passato, ma adesso? Marcy farà sesso solo per soldi e Charlie la lascerà fare? Disgustoso. Karen volerà da sola per prendere parte al matrimonio di Becca? Che padre insensibile.

Infine, nell’ultima puntata, Hank fa quello che avrebbe dovuto fare da tempo: ritorna nel suo appartamento, rifiuta gentilmente una ragazza squillo, si chiude nella sua stanza e scrive un’altra lettera all’amata Karen. Avrà pensato: “È tempo di andare da lei, e continuare questa nostra grande storia d’amore”.

*Tutte le foto appartengono ai loro proprietari 

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