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1813-2013 Bicentenario dalla nascita di Verdi.

Rubina 28 gennaio 2013 Terza Pagina Commenti disabilitati su 1813-2013 Bicentenario dalla nascita di Verdi.

Anche Radio Spin vuole rendere omaggio alla figura di Giuseppe Verdi, che più di tutti ha incarnato le filosofie patriottiche della nostra Italia.
Il bicentenario del compositore di Busseto, grande protagonista del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, offre agli italiani una grande opportunità per riscoprire le valenze storiche e soprattutto culturali delle sue opere, prima fra tutte, La Traviata.
Proprio da qui Radio Spin vuole partire per celebrare il bicentenario dalla nascita di Verdi, coetaneo del grande Wagner.
La Traviata è, infatti, l’opera più famosa, più suonata e più apprezzata tra quelle del grande compositore, che prese ispirazione da “La signora delle Camelie” di Alexandre Dumas (figlio).
Quest’opera, che fa parte della “trilogia popolare” assieme a “Il Trovatore” e “Rigoletto”, fu rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, ma a causa degli argomenti ritenuti scabrosi, si rivelò un fiasco; venne però ripresa l’anno successivo retrodatando l’azione di due secoli e così finalmente arrivò il meritato successo. Fra i passaggi più popolari dell’opera vi è sicuramente “Amani, Alfredo” di Violetta, che ricordiamo, soprattutto, per l’interpretazione di Maria Callas; e il famosissimo “Libiamo ne’lieti calici”, interpretato successivamente dai più grandi tenori, tra i quali anche Pavarotti.
La trama, come detto, ripete, con poche variazioni, le vicende dei protagonisti del romanzo di Dumas. Nel 1844 a Parigi Alexandre Dumas conosce Marie Duplessis, la donna che gli ispirerà il suo più noto romanzo: La signora dalle camelie (1848). Per l’epoca in cui fu scritto affronta un tema scandaloso. E’ stato infatti,come poi l’opera, oggetto di critiche e interpretazioni diverse ed ha suscitato lo sdegno dei benpensanti per il tema trattato.
La trama dell’opera “La Traviata” racconta le disavventure di Violetta Valery una cortigiana parigina che frequenta gli uomini altolocati della città in cambio di favori, conosciuta da tutti per la sua dubbia moralità. Fra i tanti incontra Alfredo Germont, trascinato ad una di queste feste da uno dei suoi amici.
I due giovani si innamorano si trasferiscono in una casetta fuori città, Alfredo scopre dalla dama di compagnia di Violetta che ella si sta indebitando e si reca a Parigi per sistemare i loro problemi economici.
In questo frangente, fa visita alla casetta il padre dell’amato, che chiede a Violetta di lasciare il figlio, in quanto la sorella sta per sposarsi con un uomo del luogo e il matrimonio sarebbe certo andato in fumo se il futuro cognato fosse venuto a conoscenza di questa relazione.
Violetta si decide a scappare da casa mentre l’amato si trova a Parigi, quando egli torna a casa, trova solo un biglietto d’addio. Si reca quindi a Parigi in cerca di spiegazioni e la scopre in compagnia di un altro uomo. I due lottano mentre Violetta,spossata dagli ultimi avvenimenti,viene colta da un attacco di tisi e costretta a tornare nella sua vecchia casa. Al momento del ritorno a casa di Alfredo,ella gli rivela la richiesta del padre di abbandonarlo,dopo di chè spira nel suo letto.
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Vi lasciamo con il famoso “Amami Alfredo”, nostro omaggio per tutti i voi alla figura del bicentenario Giuseppe Verdi, che ha contribuito, con il suo coetaneo Wagner, alla crescita dell’opera in quanto valenza artistica e culturale.

VIOLETTA Va’all’istante
Ed ora si scriva a lui
Che gli dirò? Chi men darà il coraggio?
ALFREDO Che fai? VIOLETTA Nulla.
ALFREDO Scrivevi? VIOLETTA Sì… no.
ALFREDO Qual turbamento! a chi scrivevi?
VIOLETTA A te ALFREDO Dammi quel foglio.
VIOLETTA No, per ora
ALFREDO Mi perdona son io preoccupato.
VIOLETTA Che fu?
ALFREDO Giunse mio padre
VIOLETTA Lo vedesti?
ALFREDO Ah no: severo scritto mi lasciava
Però l’attendo, t’amerà in vederti.
VIOLETTA Ch’ei qui non mi sorprenda
Lascia che m’allontani… tu lo calma
Ai piedi suoi mi getterò divisi
Ei più non ne vorrà sarem felici
Perché tu m’ami, Alfredo, non è vero?
Alfredo tu m’ami, Alfredo non è vero?
ALFREDO O, quanto… Perché piangi?
VIOLETTA Di lagrime avea d’uopo or son tranquilla sforzandosi. Lo vedi? ti sorrido
Lo vedi? Or son tranquilla e ti sorrido!
Sarò là, tra quei fior presso a te sempre. Sempre, sempre presso a te.
Amami, Alfredo, quant’io t’amo. Addio.

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